Succo al proiettile, la scuola precisa: “prodotto portato da casa”

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Qualche giorno fa vi raccontammo della vicenda del succo di frutta al proiettile, ovvero una bambina durante la ricreazione nel bere un succo si ritrovò con una proiettile all’interno dello stesso, non conoscendo  di cosa si trattava chiamò in soccorso la maestra. La scuola elementare Linguiti di Aversa non c’entra nulla in questa vicenda, la confezione, in tetrapak, non proveniva dalla mensa scolastica (non attiva alla scuola “Linguiti”) ma era stata portata da casa dall’alunna, dopo che la madre l’aveva acquistata in un supermercato”. Sono queste le dichiarazione del Dirigente Scolastico Gennaro Caiazzo, in merita alla brutta vicenda dell’ogiva di un proiettile nel succo di frutta. Non ama il clamore della stampa, ma per una volta ritiene di dover fare un’eccezione, ritiene sia giusto raccontare i fatti per cancellare la disinformazione.

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