NOLA. A qualunque costo, difendere la dignità umana. Incontro via-web al “ Masullo-Theti” con Carlo Spagna, autore di “Teresa B.”

adsense – Responsive Pre Articolo

Sotto i riflettori il fenomeno della pedofilia e il rapporto Scuola-Famiglia .

Report di Eva Vignone e Michele Nappi, IIIA, Biotecnologie

NOLA. A qualunque costo, difendere la dignità umana. Incontro via web al  “ Masullo Theti” con Carlo Spagna, autore di “Teresa B.”Sulla piattaforma Microsoft, le classi III D inf, IV C inf, V C inf, VA afm, III A bio, insieme con le docenti Titti Falco, Elena Silvestrini e Susy Barone, hanno partecipato all’incontro con il giudice Carlo Spagna, autore del libro “Teresa B”, edito da Iuppiter. A coordinare l’incontro, come ormai da molti anni è tradizione presso il nostro Istituto, la prof.ssa Susy Barone, mentre in apertura, la dirigente, prof.ssa Elisa De Luca, si è detta molto contenta per questa opportunità concessa ai giovani partecipanti, in quanto occasione di confronto, di crescita; espressione di cittadinanza attiva.

           Carlo Spagna, magistrato dal 1977 al 2019, nel corso della sua carriera si è occupato di molteplici reati ed omicidi, come anche di tristi e tragiche vicende di femminicidio che hanno profondamente scosso la pubblica opinione, come quello di Teresa Buonocore, “colpevole” di aver denunciato il pedofilo che abusava della sua bambina di nove anni. Una denuncia che segnò per Teresa Buonocore la morte nell’agguato che le fu teso da due killer, a Portici. Uno spietato e feroce assassinio,  commissionato dal pedofilo stesso, che, pur stando in carcere, era stato in grado di organizzare la terribile esecuzione. Era il 20 settembre del 2010

Carlo Spagna ha deciso di dedicarsi alla stesura del libro, “Teresa B.”, tratto proprio dalla storia di Teresa Buonocore, dopo l’incontro con Pina, sorella di Teresa, allorché ha saputo che la famiglia non aveva beneficiato per i danni subiti di nessun risarcimento, da parte del colpevole, da parte dello Stato.  La delusione del magistrato – è stato presidente della Corte d’Assise, che guidò il processo di primo rado, concluso con la condanna all’ergastolo di Enrico Perillo, il pedofilo mandante dell’assassinio, nota di redazione-  di fronte a tale notizia, si è mescolata con la rabbia, tanto da spingerlo a fare qualcosa, per aiutare le figlie di Teresa. Da qui l’idea di scrivere un libro su questa storia -nel rispetto della privacy- e di devolverne i proventi alla famiglia .

NOLA. A qualunque costo, difendere la dignità umana. Incontro via web al  “ Masullo Theti” con Carlo Spagna, autore di “Teresa B.”Teresa, ha affermato l’autore, non è un’eroina, una madre coraggio, come molti l’hanno definita, ma sicuramente una donna che ha fatto ciò che tutte le mamme farebbero: difendere la propria figlia, costi quel che costi.  “Una combattente”, l’ha definita la prof.ssa Barone, introducendo il dibattito con il testo di Fiorella Mannoia; una che non si è lasciata corrompere dal denaro e non ha dato ascolto alle critiche subite, ma ha sempre portato avanti le sue idee con decisione, senza mai fermarsi di fronte alle difficoltà.

I partecipanti all’incontro hanno formulato all’autore molteplici domande che hanno coinvolto ambiti diversi, focalizzando l’attenzione su alcune tematiche come la pedofilia, un male che va sradicato dal mondo. “L’essere umano è l’unico che lo pratica”, ha dichiarato Carlo Spagna, evidenziando  la perversa portata del fenomeno, vera e propria piaga, purtroppo, diffusa in numerosi ambienti, anche nella Chiesa cattolica in cui Papa Francesco si sta molto attivando, per arginarla. E la pedofilia in ambito religioso è generata – ha spiegato Carlo Spagna-  anche dall’imposizione del celibato che vieta ai preti di vivere la propria sessualità, provocando di conseguenza un comportamento così ripugnante. Un dato reale e conclamato, per il quale- affermava- “visto che le religioni che non impongono il celibato, non fanno registrare una particolare tendenza alla pedofilia, forse sarebbe il caso di superare tale obbligo”.

Altro passaggio di riflessione del magistrato, era incentrato sulla funzione della Scuola nel creare gli anticorpi a situazioni deteriori come quelle della pedofilia. Nella storia di Teresa– ha sottolineato l’autore- fondamentale è stato proprio il ruolo svolto dalla Scuola, con il personale docente che tempestivamente, anche solo per un dubbio, non ha esitato ad avvisare la famiglia sulla condizione di rischio e pericolo a cui era esposta la bambina. La Scuola è uscita “a testa alta” da questa vicenda a riprova di quanto sia importante l’assunzione di responsabilità individuale e collettiva, quale anche quella manifestata dai testimoni che non si sono tirati indietro, ma hanno sentito l’urgenza di dare il proprio contributo per una più giusta soluzione del caso. Una condizione di attiva vigilanza e presenza, che, purtroppo, sottolineava con vivo rammarico  Carlo Spagna, non si è verificata nell’Istituto frequentato da Mariarosa – altra vittima  di Enrico Perillo– nel quale  le suore hanno permesso il libero accesso ad un prezzolato scagnozzo del pedofilo, chiamato “Ciro dei cani” che in questo modo ha potuto inizialmente corrompere Mariarosa con un paio di scarpe firmate.

Il caso di Teresa – volendo tirare delle conclusioni- ci invita a riflettere sulla macchina della giustizia, sul ruolo di tutte le professionalità coinvolte, dall’ avvocato difensore al pubblico ministero, al giudice. Il lavoro della giustizia dipende anche e soprattutto dalla qualità umana e dalla professionalità  delle persone che se ne occupano; quando tale lavoro non viene effettuato con la necessaria responsabilità e competenza si va incontro a dei veri e propri errori giudiziari, che si verificano, allorché colpevoli, che hanno commesso reati gravi, non sono messi in prigione, ma, caso mai, usufruiscono di arresti domiciliari, come accaduto ad Enrico Perillo.

Errare è umano, si potrà affermare, ma noi, data la nostra giovane età, abbiamo bisogno di credere in una “giustizia giusta” e soprattutto, abbiamo bisogno di buone pratiche e buoni esempi. Del resto, forte è il messaggio emerso dal libro: per costruire una società migliore, ciascun cittadino e cittadina deve avere la forza di reagire, di fare la sua parte e di credere nelle Istituzioni, a qualunque costo.

 

 

 

 

adsense – Responsive – Post Articolo