Trading online: come iniziare senza rischi

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Grazie all’avanzamento del settore IT, il trading online vive da anni un’intensa crescita esponenziale che coinvolge milioni di persone in tutto il mondo.

Se prima infatti si guardava al mondo della finanza come un mondo a se stante, chiuso e imperscrutabile, grazie alle piattaforme di trading oggi è possibile non solo accedervi facilmente da qualunque posto e in qualunque momento, ma anche parteciparvi con pochi fondi.

Il sito edilbroker.it (clicca per aprire la pagina) si rivela un’ottima risorsa riguardo questa materia ed è stata la primaria fonte di informazioni per scrivere questo articolo.

Cos’è il trading online?

Con “trading online” si intende un’attività di scambio di asset quotati su un mercato finanziario con l’intento di ricavare un guadagno basato sulle nostre previsioni.

Gli asset e i mercati trattati tramite le piattaforme di trading online sono molteplici. Tra i più importanti ricordiamo:

  • Titoli azionari;
  • Coppie di valute estere;
  • Criptomonete;
  • ETF;
  • Materie prime;

Per dare un’idea chiara di cosa stiamo parlando, faremo un esempio inventato ma pratico. Mettiamo di voler investire tramite una piattaforma trading su un’azione Google (mercato NASDAQ: GOOG). Supponiamo quindi che queste azioni valgano 100 euro al momento del nostro investimento, ma prevediamo che questa possa crescere da lì a poco, quindi acquistiamo 10 azioni GOOG al prezzo di 1000 euro.

Dopo un mese, le azioni crescono e la quotazione sui mercati arriva a 130 euro per azione. Se decideremo di vendere le nostre azioni in quel momento, il guadagno ottenuto arriverà dalla differenza tra l’acquisto iniziale e il prezzo di vendita. Ragion per cui dovremmo sottrarre i 1000 euro di investimento iniziale ai 1300 incassati al momento della vendita, ottenendo un profitto di 300 euro.

Come iniziare a fare trading?

La prima cosa da fare per iniziare a fare trading online è quella di aprire un conto trading con un broker. I broker online offrono un servizio di intermediazione finanziaria che ci permetterà di investire sui suddetti mercati grazie a una piattaforma a cui potrete accedere con il loro conto.

Al momento esistono decine e decine di servizi di brokeraggio online, ma solo alcuni sono meritevoli di essere considerati. Una prima scrematura a dir poco essenziale da fare dovrà essere fatta ad esempio tra quelli che vengono considerati come broker regolamentati e quelli non regolamentati.

Un broker, per essere considerato regolamentato, deve possedere una licenza che comprovi il rispetto di una regolamentazione finanziaria. Queste licenze vengono erogate da degli enti regolatori di controllo finanziario e si differiscono principalmente per le aree di competenza su cui vigilano.

Tra i principali enti di vigilanza finanziaria ricordiamo quindi:

  • La CONSOB per l’Italia;
  • La CySEC per la Repubblica di Cipro e l’UE;
  • La FCA per il Regno Unito;
  • L’ASIC per l’Australia;
  • La FinCEN per gli Stati Uniti d’America.

Va da sé che il rivolgersi a un broker non regolamentato è un rischio per noi e le nostre finanze, poiché questi non sono vincolati a qualsivoglia regolamentazione o legge di compliance. In parole povere: niente e nessuno può fermarli dallo “scappare” coi nostri soldi, chiudendo semplicemente il servizio o dichiarando fallimento.

Controllare la regolamentazione e le licenze di un broker va fatto di pari passo col controllo dell’offerta di cui è composto il servizio. Una su tutte, bisogna assicurarsi che questo non faccia pagare commissioni di trading. Non tutti sanno infatti che oggigiorno i principali servizi di brokeraggio finanziario hanno deciso all’unisono di rendere gratuito i costi relativi a ogni trade. Quello che si dovrà pagare quindi in questa sede sarà esclusivamente lo spread, un costo da coprire necessariamente a prescindere dal servizio selezionato.

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