Forino (Av): Il leggendario Circuito Automobilistico “Principe di Piemonte”. Una storia diventata epopea

adsense – Responsive Pre Articolo

Sbirciando le lise pieghe dell’incantevole storia di Forino, scavando nel suo glorioso passato ci si accorge di quanto splendore la stessa ci riservi. Le generazioni cambiano, ma la storia resta nei secoli, come i suoi interpreti . Di certo le generazioni degli anni 20 e degli anni 30 del 1900 sono stati testimoni di molteplici soddisfazioni come quello di aver visto il nostro territorio fregiarsi anche di eventi sportivi che ancora oggi fanno disquisire, come il passaggio per le nostre terre del percorso di automobilismo del “ Circuito Principe di Piemonte “ che si snodava tra Avellino, Monteforte , Forino, Contrada, Bellizzi e di nuovo Avellino.
Un Circuito inaugurato nel 1927, che grazie alla sua valenza internazionale ha donato anche alla nostra Forino, nomea continentale proprio per la partecipazione alle gare ufficiali che ivi si tenevano, dei più grandi campioni del tempo come, Guido D’Ippolito, Giuseppe Morandi, Luigi Fagioli, Baconin, Borzacchini ed uno dei miti di tutti i tempi Tazio Nuvolari che stravinse su questo circuito nell’anno 1932 ad una velocità media di 96,273 Km /h antesignani dell’attuale cosiddetta “Formula Uno”Forino (Av): Il leggendario Circuito Automobilistico Principe di Piemonte. Una storia diventata epopea. Umile testimone di questi ineguagliabili anni di celebrità rimane la strada delle Breccelle tratto impegnativo del famoso Circuito già molto nota in età antica ,fiancheggiata adesso come anche allora da vetusti castagneti silenti testimoni di torme di persone che affollavano i diversi tornanti per godere delle pregevoli prestazioni automobilistiche dei grandi campioni del tempo . A prescindere il lato sportivo che di tutta la storia riveste importanza unica , ma di questo mirabile momento per la nostra terra non esiste più altro splendido panegirico quale è quello tributato dagli scrittori Giovanni Pionati ed Antonio Forgione nel volume “Avellino Memorie ed Immagini” dove alla pagina 158 esplicitano in modo adamantino e pregevole le bellezze della fantasmagorica valle che, a parte tutto, da sempre ed ancora oggi, continua a stupire tanti, tranne noi forinesi, oltre l’oblio di menti preposte alla promozione del territorio sotto il profilo turistico mai portato avanti.“ Dall’alto delle Breccelle si gode tutta la magnificenza dell’ampia conca smeraldina di Forino, dominata da alte dorsali tra le quali s’insinuano deliziose e pittoresche vallette. Di fronte sulla collina ridente di S. Nicola, piedistallo di verzura, s’innalzano vecchie rovine feudali. Poco più a destra il Monte Romola (m.778) drizza la schiena irta di castagneti, ed ai suoi fianchi sgusciano nelle vallette due nastri bianchi: la rotabile di Salerno per Montoro e Mercato, e quella di Sarno per Bracigliano; e tra un groviglio di dorsali serpeggia la strada che per il meraviglioso colle di S. Cristina, sotto Monte Boschitello (m.830), scende a Moschiano, nella ubertosa piana di Lauro e di Nola. Solenni e fantastici scenari di poggi ombrosi, di dolci colline, coronate
di pampini, di vallette e dai fondi vellutati e smaglianti di fiori. Al di là altre montagne bluastre, avviluppate di nebbia, come un mare in tempesta, evocano le linee maestose delle nostre Alpi. La strada rapidamente scende con svolte ardite e paurose in mezzo ai boschi. Salutato il ridente villaggio di Petruro, la macchina balza vivace al sole al rettilineo Celsi e fila verso Contrada attraversando l’ampia, calda e ferace valle che si apre tra monte Fagliesi e Monte Bufoni. Nell’occhio sono ancora impresse le severe
bellezze delle altitudini allorchè con leggere tortuosità si avanza verso Bellizzi.Colline
fertili , ricche di vigneti e di nocelleti , vi accompagnano nella sensibile discesa verso
Avellino, dove vi riafferra l’ampia magnifica ed alpestre visi…”

Daniele Biondi

adsense – Responsive – Post Articolo