LAURO. “Per dovere di verità”, i consiglieri dimissionari chiariscono la loro posizione che ha portato allo scioglimento del consiglio comunale

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Sentiamo il dovere di rappresentare ai cittadini di Lauro, unici interlocutori a cui avvertiamo la necessità di dare conto della nostra iniziativa, le ragioni che ci hanno portato a rassegnare le dimissioni e determinare la fine anticipata di una consiliatura in una fase anche delicata come quella pandemica.

Una scelta che non è stata facile, anche alla luce dell’ampio consenso che ci è stato riconosciuto alle amministrative del 2018. La nostra decisione non nasce all’improvviso e arriva dopo il segnale che avevamo lanciato lo scorso otto aprile, rassegnando le dimissioni dall’esecutivo.

Ci saremmo aspettati un’inversione di rotta, un momento di riflessione, abbiamo invece dovuto registrare una pericolosa involuzione a cui non c’era altro rimedio della decisione che nostro malgrado abbiamo dovuto assumere.

Avevamo sperato che Lauro potesse recuperare il ruolo centrale, che la nostra comunità  ha sempre esercitato nel Vallo e invece abbiamo registrato l’isolamento istituzionale totale , sia nei confronti dei comuni del Vallo di Lauro, pensiamo ai rapporti con i sindaci di Moschiano, Quindici, Marzano di Nola e Pago del Vallo di Lauro e Domicella, alle diatribe spesso immotivate con i riferimenti provinciali e regionali del nostro territorio, l’atteggiamento irriguardoso e mai condiviso nei confronti delle istituzioni, che più volte abbiamo invitato il sindaco a rispettare, che in particolare negli ultimi mesi aveva creato fortissimo imbarazzo per uscite fuori luogo nei confronti di rappresentanti istituzionali e delle forze dell’ordine.

Una deriva autoritaria e folcloristica che aveva messo alla berlina una comunità come Lauro da sempre faro della cultura e della democrazia nel Vallo di Lauro. L’unica colpa che ci può essere ascritta e di cui facciamo ammenda è quella di non aver agito prima.

Lo abbiamo fatto però sia a causa della grave situazione pandemica che dovevamo affrontare, sia perché il patto con gli elettori e il rispetto del programma lo abbiamo sempre interpretato con dovere e senso di responsabilità.

In ultimo anche perché, contrariamente al comportamento tirannico dell’ex sindaco, abbiamo sempre agito con rispetto e collaborazione. All’indomani del segnale inequivocabile che la comunità di Lauro gli ha aveva dato alle Regionali 2020, appena 600 preferenze, ci saremmo aspettati una presa d’atto da parte dell’ex sindaco. Da quel momento però l’atteggiamento è stato quello di un uomo solo al comando, pronto a mortificare chi gli era stato vicino. Voltare pagina non è mai facile ma ci sono momenti in cui è indispensabile.

Stiamo vivendo un tempo molto buio ed in questo ultimo anno abbiamo sentito forte il peso della responsabilità nei confronti dei cittadini lauretani che meritavano e meritano quel rispetto che in molte occasioni è venuto a mancare sia sul piano delle scelte e delle azioni amministrative che soprattutto sul piano umano e relazionale.

Abbiamo cercato in tutti i modi di ripristinare equilibrio, di chiedere più e più volte maggiore condivisione ottenendo come risposta promesse e cambiamenti mai avvenuti. Non è facile ammettere di aver fallito ma siamo qui pronti ad assumerci le responsabilità per il bene del nostro paese. Ed è in nome di questo bene che alla fine si è deciso di porre fine ad una situazione pesante, insopportabile, ingiustificabile. C’è bisogno di umanità, di condivisione, di collegialità.

In questi ultimi mesi, come amministratori non riuscivamo più a guardare negli occhi la gente i lauretani che in modo lecito chiedevano aiuto, supporto, delucidazioni, speranza. Potevamo scegliere di restare lì, nascosti nell’indifferenza, nel silenzio, nella superficialità. La scelta è stata quella di porre fine ad un clima di veleno che da mesi opprimeva Lauro.

Anche qui ci saremmo attesi almeno un mea culpa da parte dell’unico vero responsabile di questa grave vicenda. Invece ancora accuse e ricostruzioni insensate e fantasiose, che offendono l’intelligenza dei cittadini di Lauro e sono l’ennesima dimostrazione che non si vuole prendere atto dei veri motivi del fallimento amministrativo.

Nelle ultime ore ci sembra di rivivere una famosa favola di Esopo. Quella del lupo e dell’agnello, il primo in cima al fiume che accusava l’altro di voler intorbidire le acque. Una provocazione in cui non cadremo, perché il nostro interesse è portare serenità in questo paese, già troppo lacerato da una politica che risponde solo al pensiero unico e ai desiderata di una sola persona. Chiediamo all’ex sindaco di fare un esame di coscienza e rendersi conto, almeno una volta nella sua vita, di quelle che sono le sue uniche responsabilità.

  Boglione Rossano Sergio – Giuseppe Graziano – Lulania Schito

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