MONTEFORTE. Il sindaco risponde sulla polemica del Parco degli argonauti.

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Per la prima volta nel corso del mio mandato di Sindaco, devo rispondere a una polemica su un progetto realizzato, piuttosto che una fantasia da campagna elettorale.
Il Parco degli argonauti rappresenta non solo per Alvanella ma anche per tutta MONTEFORTE, la risposta concreta a una esigenza collettiva: un polmone di verde attrezzato al servizio di giovani e anziani. Un luogo di incontro, di dialogo e anche di divertimento, da sempre richiesto dai residenti e dai cittadini e sempre promesso da chi ha amministrato prima di noi e per quasi un ventennio ininterrottamente.
Mi riferisco, evidentemente, a “Restaurazione per Monteforte” che, svegliatasi improvvisamente da un lungo letargo, ha cambiato il nome ma evidentemente è rimasta totalmente immutata nei contenuti (nessuno) e negli uomini e nelle donne (volti notissimi e già ampiamente bocciati alle urne dai montefortesi).
Se questo sarà il tenore dei prossimi interventi della “Restaurazione”, ci accingiamo ad affrontare una campagna elettorale che per noi sarà molto impegnativa: dovremo, infatti, rispondere di una marea di progetti e opere pubbliche, sociali e culturali promesse e poi realizzate. La riqualificazione dell’area del Castello, il rifacimento dei giardini retrostanti il Palazzo comunale, la realizzazione di asili, il risanamento del bilancio, la riqualificazione dell’area che costeggia il Fenestrelle sono solo alcuni esempi del nostro lavoro e li offriamo come “spunto” polemico a quanti vogliono che Monteforte torni nell’immobilismo e nel clientelismo del ventennio che ha preceduto il nostro mandato.
È evidente, inoltre, che amministrare significa non solo realizzare ma anche preservare quanto realizzato per il bene e il futuro della comunità: ecco perché è nata l’esigenza di affidare il campetto di playground, ad un’associazione che avesse il compito non solo di garantire la fruibilità del bene ma anche la sua tutela, lasciando totalmente gratuita la fruizione di tutto il Parco. In questo modo, abbiamo raggiunto un duplice scopo: responsabilizzare i fruitori del parco e riqualificare un’area abbandonata a se stessa (così come del resto ci siamo impegnati nelle scorse elezioni), a fronte di un iniziale e momentaneo contributo di importo simbolico di 1,50 euro per la fruizione del solo campetto di playground, per garantire tra le altre cose, anche la presenza di presidi sanitari di tutela contro il Covid. Parallelamente, l’Amministrazione ha stanziato un contributo di 1000 euro per l’associazione Fenestrelle con lo scopo di aiutare la stessa e tutte le famiglie che potranno utilizzare il campetto di playground e il parco in forma totalmente gratuita.
La discriminazione di cui parla “Restaurazione per MONTEFORTE”, c’è stata negli anni addietro, quando i cittadini e i bambini (addirittura scomodare i bambini in un comunicato politico) erano tutti considerati cittadini di serie C, alla mercé del podestà di turno, in attesa di un’area attrezzata o di un semplice luogo verde di incontro, gioco e divertimento. E, in quegli anni, sarebbe stato davvero necessario raccogliere le firme e organizzare mobilitazioni per svegliare chi ha sempre e solo fatto l’ordinario e oggi pontifica: probabilmente il campetto, le aree attrezzate, i percorsi del Castello, i nuovi asili e tutto il resto, sarebbero stati già realtà da molti anni.

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