REGIONE. Ciarambino: “Tumori, estendere studio Iss a tutti i comuni di Napoli e Caserta”

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Forum al Corriere, con Luigi DiMaio e Valeria Ciarambino - Forum al Corriere, con Luigi DiMaio e Valeria Ciarambino - fotografo: Pressphoto

“Uno studio recente dell’Istituto superiore di sanità, su mandato della Procura di Napoli Nord, ha fatto emergere un quadro completo dell’incidenza tumorale e di altre patologie, per effetto dell’inquinamento ambientale, nelle comunità di quel circondario. Una fotografia drammatica, ma necessaria per capire dove e come intervenire e con quali strumenti. Un fenomeno che caratterizza, purtroppo, anche territori come quello dell’Area Nolana-Acerrana, non a caso tristemente nota come il “triangolo della morte”, e tantissimi comuni del Casertano, dove sarebbe opportuno avviare una fase di studio dello stesso tipo di quello condotto dall’Iss nei comuni a Nord di Napoli”. Lo dichiara la vicepresidente del Consiglio regionale e capogruppo regionale M5S Valeria Ciarambino, che ha presentato una mozione in Consiglio regionale e una richiesta di risoluzione nel corso della Commissione Anticamorra, a firma anche del consigliere regionale M5S Vincenzo Ciampi, chiedendo alla “Regione Campania di stipulare un accordo con l’Istituto Superiore di Sanità e le Procure di Nola e Santa Maria Capua Vetere, finalizzato a estendere lo studio anche a tutti i comuni delle province di Napoli e Caserta”.

“Solo avendo piena conoscenza dell’incidenza dei fattori di inquinamento sulla salute dei cittadini di ogni singolo comune – aggiunge Ciarambino – possiamo predisporre iniziative mirate ed efficaci per porre un freno all’inquinamento prodotto da anni di sversamenti abusivi e roghi di rifiuti, ma anche da una elevata concentrazione di impianti di trattamento nella stessa area. Si tratterebbe di una risposta alle tante comunità da anni mobilitate per sollecitare un intervento incisivo delle istituzioni. Un grido d’allarme raccolto dal mondo ecclesiastico e rilanciato in queste settimane dal vescovo di Acerra e presidente della Conferenza episcopale campana monsignor Di Donna. È conoscendo con esattezza gli effetti del fenomeno, che sarà possibile individuare le misure più efficaci per debellarlo”.

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