Falsi sinistri nel Vallo di Lauro e nel Nolano, 113 indagati a rischio processo

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La Procura di Avellino, sostituto procuratore Adriano Del Bene, ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli irpini coinvolti nel blitz Jordanus. L’inchiesta condotta nel 2013 dai carabinieri e dalla guardia di finanza delle Compagnie di Nola, e coordinata dalla Procura nolana, ha coinvolto oltre 400 persone. Secondo la magistratura, tra il Nolano e la Bassa Irpinia era stato messo su un ‘sistema’ finalizzato a truffare le agenzie assicurative. Ne facevano parte medici, avvocati, procacciatori d’affari e testimoni. Un centinaio i falsi sinistri scoperti in tre anni di indagini da parte dei militari della Guardia di Finanza e dei Carabinieri. Almeno tre le organizzazioni che operavano e che sono finite sotto controllo della Procura di Nola. A coordinare le indagini il pm Maria Antonietta Troncone. Dalle intercettazioni è venuto fuori anche il tariffario per “confezionare” i falsi referti alla base del falsi incidenti: i ‘prezzi’ andavano dai 5 ai 10 euro per una relazione medica, dai 30 ai 100 euro per gli esami strumentali e le relazioni, dai 100 ai 150 euro per i referti ospedalieri. I medici e gli avvocati coinvolti, immaginando di essere intercettati, utilizzavano termini criptici per tutelarsi. Complessivamente sono stati indagati 62 medici, 12 avvocati e 392 persone che a vario titolo si sono prestati alla realizzazione delle pratiche per i falsi incidenti con l’obiettivo di intascare fraudolentemente i relativi risarcimenti.

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