Ciarambino: “Vaccini, Regione chiarisca perché i fragili restano ultimi”

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Forum al Corriere, con Luigi DiMaio e Valeria Ciarambino - Forum al Corriere, con Luigi DiMaio e Valeria Ciarambino - fotografo: Pressphoto

Question time in aula della consigliera regionale: “Se non proteggiamo i più deboli, non facciamo ripartire la Campania”

“I dati aggiornati sul numero di vaccinati in Campania, che continuano a essere calcolati sulla base delle adesioni e non sulla cifra reale dei cittadini che avrebbero diritto a vaccinarsi, rimandano a percentuali ancora drammatiche sul numero dei pazienti fragili immunizzati, che ad oggi è vicino allo zero per cento. Senza contare il dato della fondazione Gimbe che vede la Campania ultima in Italia per popolazione immunizzata con la seconda dose. Alla giunta regionale ho chiesto in aula quali iniziative si intendano adottare perché, nel rispetto del piano nazionale, si incrementi il numero dei vaccini per le persone vulnerabili e in che maniera si stanno organizzando i medici di medicina generale, che sono fondamentali soprattutto per individuare quei cittadini che, per età o particolari disabilità, hanno oggettive difficoltà ad accedere alla piattaforma. Purtroppo la risposta dell’assessore in aula ha soltanto confermato i dati in nostro possesso, che fotografano una campagna vaccinale che predilige chi siede dietro una scrivania o che salvaguarda i 16enni in salute che risiedono a Ischia o Procida, a svantaggio di categorie a maggior rischio”. Lo ha dichiarato la capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino, a margine del question time.

“Nelle prossime ore presenterò una richiesta di accesso agli atti – annuncia Ciarambino – affinché si faccia finalmente chiarezza sulle cifre reali della campagna vaccinale in Campania e sulla reale disponibilità dei medici di medicina generale. E continuerò a battermi perché, come ha detto il premier Draghi, solo immunizzando i più anziani e i cittadini fragili e gravemente malati, che sono i più bisognosi di cure ospedaliere in caso di contagio, possiamo tornare a far respirare i nostri ospedali e far ripartire l’economia della nostra regione, uscendo una volta per tutte dalla zona rossa”.

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