LASCIA IL LAVORO PERCHÉ RITENUTA “GRASSA”.

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Crotone, anno 2021: questa è la storia di Fabiola, ventiquattrenne Calabrese, che sogna di fare la “party planner “ ma, come la maggior parte delle sue coetanee, si rimbocca le maniche alla ricerca di un lavoro, in attesa della “svolta” per la sua vita lavorativa.
Fabiola dopo aver inviato il suo curriculum, è stata contattata per un colloquio, come da prassi.
Ha affrontato il primo giorno di lavoro scaricando scatoloni da sistemare su e giù per il negozio.
Pare che, alla fine della giornata lavorativa, la ragazza sia stata chiamata dal titolare, che nel chiederle come fosse andata la giornata, avrebbe fatto allusioni sull’aspetto fisico della ragazza, poco adatto ad un lavoro che presupponeva molto movimento fisico.
Fabiola è tornata a casa, sentendosi umiliata e frustrata, dopo aver raccontato l’episodio in famiglia, lo zio ha deciso di chiedere spiegazioni al titolare, il quale ha negato il tutto.
Impazzano sul web ed ovunque le campagne di sensibilizzazione contro certi canoni estetici, ma pare che nonostante questo, siano ancora molte le ragazze che vengono discriminate per il loro aspetto fisico.
La taglia ed il peso non dovrebbero essere un impedimento per il mondo del lavoro, soprattutto in un momento così difficile, in cui i giovani si sentono così insicuri e frustrati, soprattutto professionalmente, visto che le opportunità di lavoro sono molto ridotte e la possibilità di costruirsi un futuro sembrano sempre più lontane… l’aspetto fisico non dovrebbe essere mai un limite ed invece troppo spesso pare valga più di qualsiasi altra cosa.

Carla Carro

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