LIVERI, “ORGANIZZIAMO LA SPERANZA” ACCENDE LA FIAMMA DELLA SPES.

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“La più terribile delle sensazioni è la sensazione di aver perso la speranza”, Federico Garcia Lorca. La speranza è l’unico filo che ci permette di uscire dal labirinto della desolazione, della sconfitta e della resa. Essa si presenta come l’arma vincente per illuminare con la fiaccola dell’ottimismo il cammino di ciascun essere umano che sia stato toccato dalla sofferenza e dalla rassegnazione. Conscia del poter intrinseco di tale sovrumana forza, Rachele Corcione con il suo progetto ORGANIZZIAMO LA SPERANZA, si è fatta promotrice di un evento unico nel suo genere.

In occasione della festa della luce, tenutasi a Liveri il 23 luglio c.m., Rachele ha proposto ad un pubblico straordinario una serata jazz nella splendida cornice del Parco degli Ulivi, adiacente il ben noto Santuario di Santa Maria a Parete, avvalendosi della collaborazione del comune nella persona del sindaco, ingegnere Raffaele Coppola, e del presidente del gruppo Aido Nola – Cimitile, Felice Peluso.

L’idea di Rachele di illuminare i nostri periodi bui, soprattutto nel particolare momento storico che il mondo intero sta vivendo, si è concretizzata grazie alla musica passionale e distensiva dei Parking Attendants, gruppo originario del nolano ma che, come purtroppo spesso accade, deve il suo successo ai palchi internazionali.

Ad alimentare la luce della Spes racheliana” il messaggio dell’AIDO del quale si è fatto portavoce, con visibile emozione, Felice Peluso: dopo aver mostrato un video-spot del gruppo, egli ha cercato di far capire come si diventa donatori di vita e quali sono stati i passaggi più importanti della sua esperienza.

A chiudere la serata, da ottimo padrone di casa, rivolgendosi ai suoi ospiti, il sindaco ha illustrato a tutti la sua visione “liverese” e la sua irrefrenabile voglia di far crescere quello che è,  a tutti gli effetti, un luogo irradiato dalla luce mariana e dalla fiamma della fede.

Un evento, dunque,  che in uno scenario buio come quello contemporaneo, non poteva che far sortire l’effetto previsto: gioia nel cuore e ottimistica visione del grande miracolo chiamato Vita.

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