TRAGEDIA MARIGLIANO: ventenne si toglie la vita.

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Nel paese del napoletano, in questi giorni che anticipano la Santa Pasqua, si è consumata una tragedia: un ragazzo di soli vent’anni si è suicidato proprio fuori l’uscio di casa, lì dove la madre, incredula, lo ha trovato, non vedendolo rincasare. 

La donna ha immediatamente allertato il 118, ma per il ragazzo non c’è stato nulla da fare.
Tanti, tantissimi i messaggi di amici e conoscenti che si sono stretti intorno al dolore della famiglia.
Una cugina lo ricorda sui social, con un lungo messaggio, dove ripercorre tappe di vita e momenti vissuti insieme, come l’episodio dello scorso anno, quando il ragazzo ha lasciato il suo paese per cercare lavoro e per costruirsi un futuro.
Tentativo andato evidentemente male.
Qualcuno punta il dito contro le istituzioni, accusandole di lasciare soli i ragazzi, che sentendosi abbandonati compiono atti estremi o si convertono a condurre una vita non sana.
Probabilmente la verità è che oggi più che mai si tende a dare sempre troppa poca importanza a quelle che possono essere le ferite dell’anima, ed in una vita frenetica nessuno si ferma più ad ascoltare l’altro, quello che sente ed ognuno si lascia affogare nei propri malesseri.
Qualcuno boccheggia mentre qualcuno non trova via d’uscita e decide di compiere gesti estremi a cui non si può porre rimedio.

Ogni volta che un giovane compie un gesto così , abbiamo fallito tutti, non solo le istituzioni.

Carla Carro

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