TUFINO: AVVIATE LE PROCEDURE PER IL LICENZIAMENTO DI QUINDICI LAVORATORI STABILIZZATI DALLA PRECEDENTE AMMINISTRAZIONE

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La vicenda dei quindici dipendenti del Comune di Tufino che hanno ricevuto il preavviso di licenziamento è alquanto complessa. Si tratta di quindici persone  che, con l’Ente locale, hanno avuto un rapporto di lavoro, pressoché continuativo, attraverso il sistematicTUFINO: AVVIATE LE PROCEDURE PER IL LICENZIAMENTO DI QUINDICI LAVORATORI STABILIZZATI DALLA PRECEDENTE AMMINISTRAZIONEo rinnovo di contratti a termine già dai primi anni delle amministrazioni guidate da Carlo Ferone. L’ex sindaco, Carlo Ferone, a ridosso dell’ultimo anno del suo secondo mandato, decise di stabilizzare diciassette dipendenti a contratto (due di essi rinunciarono) con orario part time di due ore e 10 minuti giornalieri per ciascun dipendente. Ognuno dei dipendenti avrebbe guadagnato uno stipendio di circa 500 euro più i contributi previdenziali. I quindici furono assunti con il vincolo che il loro “costo” complessivo sarebbe stato coperto con i soldi delle quote ristoro derivanti dall’attività dell’impianto Stir. Se il flusso in entrata di quelle quote ristoro si fosse interrotto, gli stessi lavoratori sarebbero stati messi in mobilità. Quelle quote ristoro, per le notorie ristrettezze finanziarie della Regione, da qualche anno non sono state più conferite al Comune di Tufino. Nel frattempo la nuova amministrazione guidata da Antonio Mascolo, in carica dalla primavera del 2012, pare si sia trovata a fare i conti con una difficilissima situazione di cassa, tanto da compromettere la qualità dei servizi destinati ai cittadini. Fin dai primi mesi dell’amministrazione Mascolo cominciò a girare la voce che i quindici lavoratori stabilizzati dalla precedente compagine amministrativa sarebbero stati sicuramente licenziati. Stando a quanto affermano coloro che hanno preso a cuore le sorti di quei lavoratori, il licenziamento non sarebbe possibile dal momento che la loro posizione sarebbe, ormai, da ritenersi consolidata. Questo è quanto avrebbe assicurato anche qualche avvocato amministrativista, secondo cui, anche a dispetto delle mancate entrate delle quote ristoro, un ricorso al giudice del lavoro non potrà che veder affermato il diritto al mantenimento in servizio dei quindici lavoratori. È anche il caso di precisare che gli stessi lavoratori occupano, complessivamente, cinque posti previsti dalla pianta organica e che, a seguito del mancato turnover, non sono mai stati coperti. Sembra, comunque, che l’amministrazione Mascolo procederà al licenziamento sulla base di una procedura, quella a suo tempo adottata dall’amministrazione Ferone nella stabilizzazione dei dipendenti, ritenuta illegittima. Prima che la stabilizzazione dei lavoratori fosse effettuata era segretario comunale la dott.ssa Riccardi, che andò via proprio perché, si dice, non era disposta ad avallare quella procedura. Con l’insediamento dell’amministrazione Mascolo tornò a ricoprire la funzione di segretario comunale la stessa dott.ssa Riccardi che, sembra, abbia invece avallato appieno la volontà e la procedura di licenziamento messa in atto dall’attuale amministrazione. Che cosa accadrà adesso? Intanto, dal momento in cui partiranno i licenziamenti, diversi uffici comunali entreranno sicuramente in affanno per la drastica e improvvisa riduzione del personale. Toccherà, poi, aspettare per conoscere quale esito avranno i ricorsi che i diretti interessati hanno già annunciato.

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