COMUNITA’ MONTANA. Caldoro decide la soppressione degli Enti. Lo stupore di Foglia

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Stupore e meraviglia per il Presidente dell’VIII Commissione del Consiglio Regionale on. Pietro Foglia (NCD), per la soppressione delle Comunità Montane prevista da una norma del disegno di legge, predisposto dalla giunta Caldoro collegato alla “legge di stabilità regionale 2014”.  “Tale proposta sopraggiunge in modo insolito ed inatteso – spiega Foglia –  a fronte delle decisioni assunte in sede di verifica preliminare del collegato nel corso del quale, avevo invitato a soprassedere a tale disposizione. Tale posizione, per altro, risulta nota anche in occasione di incontri svoltisi con le organizzazioni sindacali e con l’Uncem relativamente alle problematiche degli operai idraulico-forestali e delle spettanze economiche ad essi dovute.

Un cambio di prospettiva come quello previsto dalla giunta avrebbe  quanto meno richiesto – ribadisce il Presidente dell’Ottava Commissione Consiliare – una preliminare analisi d’impatto, anche per i profili finanziari connessi all’ipotizzato trasferimento del personale delle comunità montane, che invece è mancata. Inoltre, si rilevano significativi elementi d’incertezza per la totale assenza di disposizioni volte a garantire la transizione, per altro, in contrasto con la perdurante vigenza di disposizioni statali, oltre che dello statuto regionale, che continuano a fare riferimento alla Comunità Montane quali soggetti destinatari di funzioni amministrative.

In questo quadro, la decisione ultima sull’esistenza o meno delle Comunità Montane nei sistemi di governance locale, è demandata alle Regioni in ambito della loro autonomia con la prospettiva di politiche di riordino territoriale che è prerogativa del legislatore regionale e per tanto del Consiglio e non certamente materia dell’esecutivo o di burocrati e tecnici di turno. La sola effettiva conoscenza dei territori, della sua realtà geografica, economica e sociale e dei livelli di crisi occupazionale non consente d’ignorare la storia, il ruolo e le funzioni svolte   dalle comunità montane e in particolare degli operai idraulico-forestali, presidio e  tutela  del patrimonio boschivo e della  difesa del suolo. Non voglio immaginare le ricadute sociali, conseguenti l’ipotesi paventata  dalla giunta ma riaffermo la necessità di concludere, con l’urgenza del caso, l’esame in Consiglio del progetto di legge unificato sulla trasformazione delle comunità montane in “Unione dei Comuni Montani”, licenziato all’unanimità dalle Commissioni competenti il cui esame è stato già avviato.

Tale provvedimento, nel rispetto delle Legge 135/2012 e non in contrasto con il DDL Delrio – sul quale la Corte dei Conti in sede di audizione, lo scorso mese,  ha replicato in Senato le proprie critiche osservazioni – consente una risposta attesa e condivisa dalle parti interessate. L’esame in Aula potrà inoltre aiutare a farà chiarezza politica su chi è interessato realmente alla risoluzione della problematica, in un’ottica coerente con i mutamenti ordinamentali del sistema delle autonomie locali ed in particolare delle Unioni dei Comuni e chi invece ritiene che la semplice cancellazione di un ente persegua criteri di ottimizzazione della spesa pubblica, tipico ragionamento di chi occupa funzioni di governo senza aver affrontato il consenso degli elettori”.

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