A SAN GIOVANNI A TEDUCCIO, 45 MILIONI PER COMPLETARE IL CAMPUS DELLA FEDERICO II

A SAN GIOVANNI A TEDUCCIO, 45 MILIONI PER COMPLETARE IL CAMPUS DELLA FEDERICO II

E’  una svolta autentica ed attesa, per dare corpo e sostanza ad una delle scelte strategiche di valorizzazione dei territori dell’ Area metropolitana di Napoli. Sono stati sottoscritti dalla Giunta di palazzo Santa Lucia e pubblicati sul Bollettino ufficiale della Regione-Campania  i decreti di ammissione al finanziamento,  per completare il programma d’interventi per  la realizzazione del Polo scientifico, diretta emanazione dell’Università Federico II, nel vasto e popoloso quartiere di  San Giovanni a Teduccio. Il  Polo  è in via di realizzazione   nell’area dell’ex-Cirio, la grande industria del comparto  agro-alimentare nazionale, che ha dato lustro e lavoro sia a Napoli che alle piccole e medie aziende dell’indotto,  operanti in Campania, e dismessa negli anni ’70, con devastanti effetti sui livelli occupazionali azzerati, per non dire del declino sociale ed economico  dell’area. I decreti, che sono stati   appena formalizzati con i crismi dell’ufficialità, contemplano l’investimento di 45 milioni  di immediata e diretta spendibilità. E si tratta di risorse, attinte dalla dotazione dei Fondi europei di sviluppo, destinati alla Regione-Campania  per il settennio 2007\2013.

 28 milioni serviranno a realizzare il modulo delle aule  didattiche e degli spazi multifunzionali, anche per i docenti, gli altri 17 milioni saranno destinati al modulo, che ospiterà i laboratori didattici del Centro nazionale delle ricerche. Prevista la realizzazione di 170 postazioni di lavoro, di cui 60 per ricercatori senior e 110 open space.  I lavori dovranno essere conclusi entro tre anni, una volta esperite ed aggiudicate la gare d’appalto. E va rilevato che beneficiaria dell’investimento, è  l’ Università Federico II, che alla luce dei decreti emessi, può porre in atto in tempi rapidi tutte le procedure di legge richieste per l’attivazione dei cantieri. E le premesse oggettive di fatto che si possano accelerare adempimenti, atti e cantierizzazione  sono di tutta evidenza, anche perché nell’area si sta già operando per la configurazione del Polo.

   “Sono già in fase di allestimento, con macchinari ed attrezzature –ha dichiarato in proposito l’assessore regionale ai lavori pubblici  Edoardo Cosenza, che coordina  l’attuazione dei Grandi progettii laboratori universitari degli edifici, che rientrano nel lotto “L” sul lato di Corso Protopisani. Vi sarà allocato, tra l’altro, il sofisticato Centro di misure avanzate della facoltà d’Ingegneria dell’Università Federico II. A breve- ha concluso Cosenza– si potrebbero inaugurare i laboratori degli edifici citati”.

   Il Campus universitario di San Giovanni a Teduccio  costituirà, una volta completato gli interventi progettuali, un pubblico  presidio di diffusione e circolazione della cultura scientifica, con annessi percorsi di ricerca, anche  in sinergia con il sistema produttivo e industriale privato, con cui si amplia il ventaglio dei percorsi di formazione della Facoltà d’Ingegneria e del Politecnico della  Federico II, con le correlate opportunità  per  la sperimentazione e per il  lavoro. Il Campus, tuttavia, risponde sia alle esigenze di rianimazione sociale del quartiere, sia agli obiettivi di riqualificazione urbana del territorio. E senza dire che la riqualificazione urbana si rapporta a quella dell’intera area portuale di NapoliEst, per uno dei Grandi progetti della Regione-Campania, la cui attuazione comporta investimenti per 206 milioni. Come per dire che l’intero tessuto socio-urbano dell’area orientale della città partenopea ne “guadagnerà”  sul piano della vivibilità e delle capacità d’attrazione.

    “Essere giunti fin qui è un fatto- ha tenuto ad evidenziare il professore Guido Trombetti, vice-presidente della Regione-Campania, con delega per l’Università e la ricerca scientifica- che mi soddisfa ed emoziona, pensando che i primi atti amministrativi per la costruzione del Campus furono firmati, quando ero Rettore, proseguendo sulla scia dell’iniziativa di Fulvio Tessitore, che mi aveva preceduto nell’incarico di Rettorato. Il Campus si propone come plesso di alta modernità, nelle cui  strutture opereranno i  ricercatori dell’Università, del Cnr e del settore privato; potranno interagire e fare massa critica, valorizzando ancor più le funzioni e il ruolo del Campus”.

    A delineare la portata  di elevazione  culturale e civile delle nuove generazioni, nel vivere la realtà del Campus  è il presidente della Regione-Campania. “ Puntiamo sulle eccellenze-ha affermato- promuovendo le condizioni, le opportunità e le strutture idonee alla valorizzazione del patrimonio di risorse umane e intellettuali, di cui sono portatori i giovani. Il Campus concorrerà al rilancio complessivo dell’intera area, la cui rigenerazione sociale, economica e culturale è di fondamentale importanza Napoli e per la Campania”.