AVELLA. Atti, lapidi ed un acrostico in memoria di Mons.Francesco Niola.

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“L’anno mille ottocento quarantatré  il dì undici del mese di Febbraio ad ore quindici avanti di noi Domenico Salvi Sindaco ed Uffiziale dello Stato Civile del Comune di Avella distretto di Nola provincia di Terra di Lavoro, è comparsa Giovanna Gagliano di anni quarantotto di professione Levatrice domiciliata in Baiano quale ci ha presentato un fanciullo secondochè abbiamo ocularmente riconosciuto, ed ha dichiarato che lo stesso è nato  da  Angelina Avondola di anni trentasette domiciliata in Avella e da Giosuè Niola di anni quaranta di professione Falegname domiciliato in Avella strada Piazza di Basso nel giorno nove del mese di Febbraio anno corrente alle ore cinque nella casa di essi coniugi Niola ed Avondola.

La stessa ha inoltre dichiarato di dare al fanciullo il nome di Francesco Antonio.

La presentazione e dichiarazione anzi detta si è fatta alla presenza di Domenico Capasso di anni cinquantuno di professione ricottaio regnicolo, domiciliato in Avella e di Agostino Ferrante di anni sessanta di professione Fruttaiolo, domiciliato in Avella testimoni intervenuti al presente atto e da essa Gagliano prodotti.

 Il presente atto, che abbiamo formato all’uopo, è stato iscritto sopra i dure registri, letto al dichiarante, ed ai testimoni, ed indi nel giorno mese ed anno come sopra, firmato da noi avendo la dichiarante Gagliano ed i suddetti testimoni Capasso e Ferrante detto di non saper scrivere. Domenico Salvi (1).

E’ L’atto di nascita “Numero d’ordine diciotto” tratto dal registro, 1843, dell’Ufficio dello Stato Civile del Comune di Avella, riguardante il  prelato avellano Francesco Niola (2), Arcivescovo di Gaeta e Vescovo di Lacedonia. A fianco sulla destra del foglio del sopramenzionato registro, dove vi è scritto “Indicazione del giorno, in cui è stato amministrato il Sacramento di Battesimo” , alla fine si legge…..”che il Sacramento del Battesimo è stato amministrato a Francesco Niola nel giorno undici detto”.

Nacque quindi nella zona, chiamata oggi via Santa Candida nel palazzo passato alla famiglia Maietta, che aveva come capostipite “Peppino ò Vallese” .

 Ma ritornando al nostro concittadino, la sua vita pastorale fu piena di fervore dal momento in cui venne nominato Vescovo del grosso centro avellinese col Concistorio del 1° giugno 1888 e poi con la Bolla di Trasferimento del 1891, inviato all’Arcivescovato gaetano (3).

Comunque, nell’archivio capitolare, si conservano altre Bolle, tra cui la “167” del 1872, con la quale gli si concede di impartire la benedizione   papale con indulgenza plenaria nel giorno di Pasqua ed in due altri giorni dell’anno, e la “618” di concedere indulgenze plenarie in occasione della sua prima visita pastorale.

 Nel 1893, si reca, per la prima volta, in S.Visita, a Maranola, e vi ritorna nel 1895 per due celebrazioni: la solenne inaugurazione dei restauri da Lui voluti, fatti nell’antichissimo Santuario di Michele Arcangelo, sul Monte Altino e il VII° Centenario di S.Antonio di Padova.

A ricordo perenne dell’opera compiuta, vi è nella grotta un epigrafe:

 

D.O.M.

HANC AEDEM

ARCH.MICHAELI DICATAM

QUAM PARVAM

CAIETAN EPISCOPUS ANNO 830 JAM AEDIFICA VERAT

CUJUS COENOBIO MONACHI EREMITARII

ANNO 978 DESERVIEBANT

PLURIES POSTEA GLACIE PENITUS EVERSAM

ET FIDELIUM PIETATE ITERUM RESTITUTUAM

SAECULO VERO PRAETERITO LABENTE

EXTERIUS AMPLIATAM

SED MAGIS IN DIES CORRUENTEM

NUNC VERO AMPLIUS INTERIUSQUE PRODUCTAM

TRIBUSQUE ALTARIBUS DECORATAM

ET LAPIDEO FRONTE GOTHICO ILLUSTRATAM

DIE 5° M.AUG.1895

F.NIOLA ARCHIEP.CAIETAN

CATHED.ECC.CANONICUS COMITANTIBUS

SOLEMNI RITU BENEDIXIT

ET ARAM MAXIMAM

CONSECRAVIT

 

Traduzione :  “ A Dio ottimo massimo / questa chiesa/ dedicata all’Arcangelo S.Michele / che piccola /  aveva già l’anno 830 edificata il Vescovo di Gaeta / nel cui cenobio i monaci eremitarii / inserivano l’anno 978 / più volte dal ghiaccio interamente distrutta/ e nuovamente con la pietà dei fedeli ricostruita / alla fine poi del secolo passato / ampliata all’esterno / ma sempre più ruinando / ora poi allungata ed allargata in dentro/ e decorata di tre altari / ed illustrata con frontespizio gotico in pietra/ il giorno 5 1895 / Mons. Don Francesco Niola Arciv. Di Gaeta/ accompagnato dai canonici della Cattedrale/ benedisse con solenne rito / e l’altare maggiore/ consacrò”

Inoltre, Niola fu il primo, tra i Vescovi d’Italia ad aderire, nei settembre del 1896 al progetto del Comitato Romano, il quale, in occasione del Nascituro XX° secolo, e grazie alla mirabile Enciclica di Papa Leone XIII°, pensò di innalzare venti monumenti al Redentore su altrettanti monti italiani.

Augusto Grossi Gondi uno dei segretari del Comitato Romano, in data 13 ottobre, annunciava, con una lettera a Niola, la lieta notizia di inserire il golfo di Gaeta nel gruppo da dedicare al Redentore.

“Lo stile dell’obelisco su cui doveva poggiare la statua dei Redentore era rigorosamente religioso, con alla base quattro altari……Sull’altare orientale lo stemma di Mons.Niola, Arciv. di Gaeta (4).

La notizia dello scoprimento della statua fu inviata al Papa sui un foglio  molto sottile, dove vi era scritto un distico, fatto dal nostro compaesano e che recitava, in questo modo “ In Monte Altino data est gloria Christo- Haec Tibi, summe Leo, nuncia iaeta fero. Franciscus Niola – Archiepiscopus Caietae.”

L’impegno di Mons.Niola fu sempre costante e proficuo e nella ricorrenza del 50° della proclamazione del Dogma dell’Immacolata fece erigere due busti: uno a Pio IX e l’altro a Pio X, i quali vennero disposti sulla facciata della chiesa ed egli spedi al pontefice il seguente telegramma.

“SUA SANTITA’ ROMA” – Amministratori Santuari Civita Itri, memori visita Pio IX ottava pubblicazione Ubi primum..riconoscenti benefici Santità Vostra, chiudono feste giubilari immacolata inaugurazione busto PIO IX e SANTITA’ VOSTRA, cui implorando Vergine propizia opera restaurazione cristiana ARCIVESCOVO GAETA. Il papa diede il proprio assenso e riportiamo, intanto le due epigrafe scritte da S.E. Niola per l’inaugurazione de due busti pontefici:

A PIO IX

CHE IL X FEBBRAIO MDCCCXLIX

VIII GIORNI DOPO LA PUBBLICAZIONE

DELL’ENCICLICA “UBI PRIMUM”

VENNE A PREGARE LA VERGINE

E DI QUA TRAEVA CONFORTO

PER DEFINIRLA IMMACOLATA

IL Dì VIII DICEMBRE MDCCCLIV

IL POPOLO ITRANO

FESTEGGIANDO L’ANNO CINQUANTESIMO

DELLA PROCLAMAZIONE SOSPIRATA DA ESCOLI

P.P.

* * *

A PIO X

CHE EMULE DELL’ALTRO PIO

NEL CULTO DELL’IMMACOLATA

LARGì INDULGENZE E MOSTRO’ AFFETTO

A QUESTO SANTUARIO

IL POPOLO ITRANO

NEL MCMV

P.P.

 

Egli amò il Seminario Diocesano e profuse tutto il suo impegno per i seminaristi, ai quali procurò la villeggiatura estiva, ma era anche un uomo amante dello studio e della solitudine e dimorava sei mesa all’anno nel “Villino del Seminario”, con il suo fido cameriere Giovannino.

Fece aprire, nei centri maggiori della Diocesi, case religiose di Suore ( che non esitò a far chiudere come l’Istituto delle Micheline) per l’insegnamento del Catechismo ai piccoli e l’educazione della gioventù femminile e per l’aiuto nelle parrocchie.

Si prodigò moltissimo per fa conoscere il monastero delle Monache Mantellate dell’Addolorata e a questo proposito invita la Madre Maria Pia della Croce Notari ad accettare l’ex Monastero di Gaeta per aprire una Casa delle Suore.

Viene stipulata la seguente convenzione “In nomine Dei  – Convenzione – Con la presente scrittura da avere tutto il suo valore in coscienza ed innanzi ai Tribunali Ecclesiastici, Noi sottoscritte, di Comune accordo

Stabiliamo quanto segue:

“Da una parte, io Suor Maria Pia delle Croce Superiore Generale delle Crocifisse Adoratrici di Gesù Sacramento

residente  in S.Giorgio a Cremano, intendo acquistare fra breve, con il debito permesso apostolico, dal Municipio di Gaeta, il Monastero detto dell’Addolorata, in Gaeta stessa, pertinente alle Suore Mantellate, e abitato attualmente dalle stesse in numero di tre”.

Tutte  e due suore firmano e il tutto viene sigillato con “Vidimus et adprobaviums – Cajetaae 9 Augusti 1903 – Franciscus Archiepiscopus Gejetanus” (5) .

Nel campo civile lo si vede impegnato, in data sette marzo 1915 ad impartire la benedizione al primo tubo dell’acquedotto cittadino a Montesecco e quella al primo blocco di calcestruzzo, per la costruzione del moto dei sommergibili.

Comunque il popolo avellano, da parte sua, fu orgoglioso e fiero di avere un figlio così illustre e, infatti, nel venticinquesimo anno del suo glorioso Episcopato, lo scrittore e poeta Mons. Pasquale Guerriero, all’epoca solo canonico, gli dedica un acrostico dal titolo “ ALL’ILLUSTRE Avellano Mons. Francesco Niola, Arcivescovo di Gaeta”, edito dalla tipografia Ferrara di Avella e datato 10 giugno 1913, cosi scrisse:

F Fra isole, lo scoglio ed il Miseno

R radiante di gloria e di splendore

A alto risuona su per mar Tirreno

N novellamente il nome tuo, o Pastore

C Cinque lustri ! ……Ricordo: al verde ameno

E e in mezzo a fior dei nostri colli in fiore

S sacrato un  di venisti nel sereno

C candor de gli anni tuoi, o Monsignore

O Oh, la festa gentil ! …..Quello che avvenne

N non ricordo, non so: ero cinquenne

I il patrio ciel rideva al nuovo raggio

O oggi quel sacro si rinnovella !

L La man che un giorno, per le vie di Avella

A  aromi e fior gittò sul tuo passaggio:

 

la stessa mano ancor

con lieto omaggio

di quel memore di nel fausto evento

scrive con segni d’or:

“Nozze d’argento……….

Morì il 14 agosto 1920 e fu sepolto nella Cappella Centrale del Cimitero Comunale di Gaeta a livello del pavimento, come Mons. Cammarota, nella parte opposta rispetto all’altare con la seguente epigrafe

FRANCISCUS NIOLA

PRIMUM LAQUEDON ECCLESSIAE EPUS

DEIN CAIET.PER ANN.XXVIII ARCHIEPUS

AB IPSA INFANTIA DESIDIAE OSOR

FLORUIT MORUM INNOCENTIA ET LITTERARUM STUDIIS

VITAM CUM CHRISTO IN DEO ABSCONDITAM AGENS

VIXIT ANN.LXXXVIII

OBIIT XIX KAL SPET.AN. MCMXX

 

Francesco Niola/primo vescovo della Chiesa / Lacedone poi di Gaeta / per 28 anni arcivescovo/ Sin dall’ìnfanzia detestò la pigrizia/Fiorì per l’innocenza dei costumi e / per gli studi delle lettere / Trascorrendo / una vita nascosta con Cristo e / in Dio /Visse 78 anni / morì il 14 agosto dell’anno 1920 /

Un’altra lapide, fatta erigere dal pronipote, Dott. Domenico Amato, si trova ad Avella sulla facciata del palazzo Magnotti-Amato, lungo Corso Vittorio Emanuele essendo il ramo convolato a nozze con questi ultimi.

I Niola contrassero matrimonio anche con Albanese, Sorice,Vittoria, Napolitano, e Masucci

Note:

  • In grassetto la compilazione dell’impiegato comunale
  • “Liber XI° Baptizatorum Parochialis Ecclesiae Sanctae Marinae” (indicazione sulla copertina di carta pecora, mentre all’interno della prima pagina, in alto si rileva “Incipit Liber XI° baptizatorum parochialis Ecclesiae S.Marinae Virg.Huius Trae Abellae ab anno 1821/1844 )” , al foglio 156 si riporta codesta registrazione “ Anno Dni octicentesimo quadragesimo terzio die vero decima prima m.is Februari Ego Subpatus Can.us Econ.us. Parochialij Eclesiae S.Marinae Vig.is. huius terra Abella baptizavit infatem cadem die natum Iosuè Ianuarii Niola filio et Angelica Avondola Dominici filia leg.mis coniug.us dicta Parochia et ex tali Patri et famiglia cui imposita sunt nomina Franciscus Antonius, Angela Gagliano Ob.ix dicta terra”.
  • Da “La Cattedrale di Lacedonia tra passato e presente” a cura di Mons. Salvatore Bordaro a pagina 52
  • “I Vescovi della Chiesa Gaetana” pag. 559 di Mons. Paolo Capobianco
  • Paolo Capobianco, la Chiesa di San Gregorio e le Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucarestia a Gaeta, La Poligrafica, Gaeta 1987 pag. 27-28

 

(Em.An. – Prof.Nicola Montanile)

AVELLA. Atti, lapidi ed un acrostico in memoria di Mons.Francesco Niola.

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