AVELLA. “Il flop della festa del Maio”, le critiche del comitato civico

adsense – Responsive Pre Articolo

Ieri dopo il rinvio della settimana scorsa si è conclusa ad Avella la “Festa del Maio 2014”. Sull’argomento il Comitato Civico Avellano rappresentato da Michele Amato e Antonella Pecchia traccia le sue conclusioni non tralasciando critiche agli organizzatori.

“Dopo aver ascoltato varie opinioni riguardo la festa del Maio di quest’anno, noi referenti del comitato civico, sentiamo il bisogno, nonché il dovere di riportare alcune lamentele, che vogliono  vestirsi più di critica costruttiva, che come critica fine a se stessa. Un primo punto importante da analizzare è la scarsa partecipazione che si ha sulla montagna durante la giornata del taglio dell’albero. Negli anni si è visto un continuo ridursi di persone partecipanti, che motivano ciò con il fatto che sembra più una festa della famiglia, piuttosto che del Santo Patrono protettore del nostro paese. Vedasi anche lo striscione posto sul camion che trasportava l’albero, lodante la persona. Ciò non vuol dire che non vi è riconoscenza per chi mette a disposizione mezzi e fatica fisica, ma bisognerebbe magnificare il Santo e non il nome di un cittadino. Nei giorni passati, si è tenuto a puntualizzare su diversi mezzi-stampa i nomi dei componenti del comitato, il che potrebbe anche essere giusto, ma è inibitorio nei confronti di crede nella festa e vorrebbe partecipare che però non si sente ben accetto. Ad avella c’è un patrimonio invidiato da molti. Un patrimonio di voglia di fare, di associazioni, il forum dei giovani, a cui si potrebbe chiedere aiuto per puntare alla massima partecipazione per questa festa. Il problema é la mancanza di convergenza di interessi. Lo stesso don Giuseppe Parisi durante la messa ha espresso il vero significato dell’essere cristiano, della festa di San Sebastiano e del maio. C’è bisogno che tutta la cittadinanza sia unita per un solo scopo. Purtroppo però si punta all’individualismo , che ha condotto alla breve durata della processione per mancanza di collatori, quando poi “se ci fossero stati coloro che avevano provveduto a portare il maio sarebbe stati a sufficienza per mettere alla processione di continuare (a prescindere dalle cattive condizioni meteorologiche).” Infine lo stesso individualismo ha dato forma all’assenza del Presidente del Comitato alla fine della messa, momento in cui ci sarebbe dovuta essere la decisione riguardo l’accensione o meno delle fascine. Mentre le persone aspettavano al freddo di sapere qualcosa a riguardo. Speriamo noi referenti del comitato civico, che questa nostra nota possa aiutare a riflettere su ciò  che non va bene, per migliorare il prossimo anno. Riportando allo splendore la nostra tradizione”. ( Antonella Pecchia- Michele Amato).

adsense – Responsive – Post Articolo