AVELLA. L’associazione “Mela”: “Sul caso Stefano Pecchia solo speculazioni”

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Riceviamo e pubblichiamo. In riferimento alla partecipazione al programma di Mediaset “Avanti un altro” organizzato dalla nostra Associazione, a cui hanno partecipato 50 persone in prevalenza di Avella, trasmesso e visto nei giorni del 15 e 16 Gennaio scorso su Canale 5, riteniamo opportuno, e non necessariamente doveroso (tantomeno non certamente per eventuali responsabilità “morali” visto anche qualche “ammonimento” preceduto da un riconoscimento sia alle persone e sia alla Associazione, per cui ringraziamo), precisare e chiarire alcuni aspetti in virtù di quanto si è scritto e letto in merito (ad onore del vero, pur non essendo mai stati tirati in ballo in maniera esplicita).

La nostra Associazione, come è noto e soprattutto dimostrato, si adopera avendo determinate finalità e scopi con iniziative che spaziano in ogni campo e segmento (sempre senza alcun scopo di lucro, di qualsiasi genere esso possa essere inteso): cultura, arte, divertimento, attualità, etc.. (non ci soffermeremo qui ad elencare le numerose e varie iniziative né ad esaltarle), in una parola: nel e per il sociale coinvolgendo in modo diretto persone senza distinzione di età, sesso, ceto sociale e via dicendo, le quali hanno la possibilità di scegliere a proprio piacimento a quali assistere e partecipare.

Tra queste l’opportunità di partecipare a programmi televisivi. La nostra Associazione infatti, dopo essere stata contattata a seguito di una accurata e specifica ricerca sul web, è inclusa in un elenco di gruppi, sparsi su tutto il territorio nazionale, che collaborano con l’Agenzia che produce i programmi condotti da Paolo Bonolis e trasmessi sulle reti Mediaset. La collaborazione è intesa come possibilità e per qualcuno il piacere (ribadiamo: piacere!)di partecipare in maniera attiva (concorrenti, assistenti occasionali, etc.…) previo appositi provini, oppure anche solo in qualità di pubblico in studio. Il tutto, superfluo precisarlo, in modo spontaneo, su richiesta di coloro che vi partecipano e solo dopo aver sottoscritto regolare liberatoria per ognuna delle singole e/o diverse  partecipazioni. Requisiti richiesti: maggiore età, disponibilità di tempo libero e…tantissima voglia di divertirsi, di trascorrere una giornata rilassata con la possibilità di soddisfare un desiderio, un sogno quale potrebbe essere quello di una semplice foto con il personaggio famoso oppure, chissà, addirittura affiancarlo durante il programma. Non è prevista l’esibizione di: certificati del casellario giudiziario, passaporto, tessera elettorale e nemmeno…certificati che attestino l’idoneità fisica e mentale.

Tale procedura è stata seguita dettagliatamente per partecipare alle puntate del programma in argomento (per alcuni “incriminato” per altri “beato”…a seconda dei gusti, delle preferenze e, forse, esigenze), laddove 50 persone (almeno altrettante hanno dovuto rinunciare), in prevalenza di Avella e quindi conosciute, ci ringraziano per aver fornita la possibilità di realizzare concretamente quanto elencato in precedenza. Per la cronaca è prevista una esperienza uguale per il giorno 14 Febbraio e il numero ammesso è stato raggiunto in 36 ore.

Qualche considerazione sui due nostri compaesani che si sono “esibiti” nei giorni 15 e 16 Gennaio scorsi. Tanto si è detto e scritto su Stefano Pecchia (il simpaticissimo Giuseppe De Stefano, “Peppone” per gli amici, ci è rimasto male in quanto di lui non è stato fatto cenno…Ma buon per lui, aggiungiamo, almeno non è stato “giudicato” e ritenuto disabile, con chiare menomazioni psicofisiche, ecc.. Eppure sulla sua “stazza” il conduttore ci ha scherzato abbastanza).  Noi non abbiamo alcun diritto, né ci ergiamo a “tutori” del buon Stefano (non ne ha alcun bisogno), ma possiamo affermare che Stefano in questi giorni è stato due volte protagonista: una prima volta in maniera piacevole, desiderata e voluta consistente nell’aver realizzato ed esaudito un suo desiderio (che vorrebbe ripetere) all’insegna del divertimento e che lo ha reso felice. E una seconda volta, suo malgrado (ma ne è pienamente consapevole ed edotto) per essere stato definito, e con tanta superficialità e leggerezza (addirittura da una autorevole testata giornalistica), per quello che assolutamente non è e ci risulta che si sta informando circa la possibilità di adire le vie legali allo scopo di tutelare la sua persona e immagine. Inoltre, sempre suo malgrado, per aver data la possibilità a molte persone, e mediante ogni mezzo di comunicazione, di poter “parlare” in quanto (parole sue) “…non hanno mai saputo fare nulla…”.  E’ nostra opinione (pare sia democraticamente possibile esprimerla…per tutti) che questa sia da considerare la vera…”speculazione” sul “caso” Stefano.

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