AVELLA.Tra gli illustri maggiori si ricorda l’Arcivescovo Mons.Francesco Niola.

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Figlio di questa terra irpina, Avella, nasceva nel nostro quartiere di Santa Candida, dove ancora oggi esiste con il nome il vetusto palazzo natale. Vescovo di Lacedonia, leone XIII lo promuove alla sede arcivescovile di gaeta. Figlio della nostra cittadina lo annoveriamo, noi, tra gli illustri personaggi che Avella ha avuto: magistrati, deputati, cardinale e forse un papa, anche se e’ rimasto in ombra semisconosciuto per la sciatteria culturale delle generazioni del nostro paese fino ad oggi.

Dopo un secolo la figura di mons. Niola,e questo ci consta di persona, e’ ancora considerata in quel di gaeta dove ha lasciato un buon ricordo e molte opere: il seminario diocesano, case per religiose e altro. Molti sacerdoti, ancora oggi viene ricordato, devono a mons. Niola oltre la loro educazione fino al sacerdozio anche la completa provvista di quanto loro occorreva, vitto, abiti, libri: ai seminaristi procuro’ la villeggiatura estiva in una villa sita alle falde dell’amena collina di conca, Villa San Raffaele. Sorvoliamo su tante opere lasciate e  documentate tra cui il restauro dell’antica chiesa di san pietro ad avella nello specifico il rifacimento del tetto e l’acquisto delle campane del convento.

Nel suo soggiorno a Gaeta va ricordato il Giubileo del 900’ , il passaggio al nuovo secolo. Si organizzo’ una salita sul monte Altino per la posa di un obelisco su cui doveva poggiare la statua del redentore. Furono creati alla base quattro altari dove erano incisi i nomi dei vescovi che contribuirono alla grande opera, poi lo stemma papale di Leone XIII con il nome dei popoli che concorsero alla istituzione del monumento: campani, sanniti, sipuntini, lucani; quindi lo stemma di mons. Niola, ancora il nome della Regione che concorse all’omaggio; e sull’ultimo altare lo stemma del comune di maranola.

Al suono dell’inno reale con colombi viaggiatori fu mandata notizia a sua s.s. Leone XIII e alle loro altezze reali, il re e la regina.

Letterato e latinista tradusse in latino i promessi sposi

Questo in breve la figura e le opere di francesco niola che chiuse la sua vita laboriosa in poverta’ lasciando i suoi risparmi, frutto di privazioni, alla cattedrale, al seminario e ai vari istituti femminili.

Soleva dire in famiglia che era arcivescovo di santa romana chiesa e non della famiglia. mori’ santamente, come visse, il 14 agosto 1920.

I nipoti lo ricordano e lo annoverano tra gli  “illustri maggiori”

Dott. Domenico Amato e famiglia

1920 – 2020
FRANCESCO NIOLA
Arcivescovo di Gaeta
Avella 1843 – Gaeta 1920 +

AVELLA.Tra gli illustri maggiori si ricorda lArcivescovo Mons.Francesco Niola.

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