Biancardi sul caso Canonico: “tradimento non è la parola corretta. Nulla contro di lui e la sua famiglia, ma occorreva un ricambio generazionale”.

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Nella seduta di ieri del Consiglio Comunale, in seguito alla dichiarazione di Canonico e al successivo abbandono dell’Aula, il Primo Cittadino ha preso la parole e in merito ha dichiarato: “Non so se questo può significare tradimento. Dopo due anni e mezzo, chiedere di farsi da parte nella giunta, per far posto a un giovane con più entusiasmo, credo fosse un atto quasi di normale amministrazione. Tradimento non credo sia la parola corretta. Quando ho deciso di scendere in campagna elettorale è perché avevo in mente di fare una rivoluzione rispetto al modo di gestire delle passate amministrazioni, quindi ho ritenuto opportuno chiedere aiuto anche ad altre persone che mi hanno dato una mano in questo cammino. Mi aspettavo un atteggiamento diverso da Canonico, lui poteva continuare a mettere a disposizione la sua esperienza. Io ho chiesto la collaborazione per la giunta sia a D’Avanzo che a Salapete che sono fuori giunta e loro mi hanno detto che non dovevo dare la delega a loro ma a Fabio Conte. Stare fuori la giunta non significa punire una persona. Salapete e D’Avanzo stanno tutti i giorni al comune. Se uno non fa parte della giunta non è fuori dalla gestione amministrativa. La reazione di Canonico mi è parsa esagerata. Sul comune si viene per l’interesse della collettività. Io ho bisogno di persone che mi diano una mano costantemente e per questo ho ritenuto dare un maggiore stimolo alla giunta e di attuare un ricambio generazionale dando anche un impulso per il prosieguo. Nulla contro Canonico e nulla contro la su famiglia”.

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