LA PAROLA DELLA DOMENICA. “Con l’Ascensione inizia la nostra missione …”

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ANNO A – Dal Vangelo secondo Matteo 28,16-20.  Oggi la Chiesa celebra la solennità dell’Ascensione di Gesù al cielo. Questa festa non fa memoria della partenza di Cristo, ma del suo modo diverso di essere presente nel mondo. Nelle ultime parole di Gesù, riportate nel Vangelo di Matteo, ritroviamo la conferma di questa verità e, dunque, una grande consolazione: ‘’ Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo ‘’. Non dobbiamo pensare mai, neppure pur un istante, che Dio sia assente o lontano da noi. Ma cosa significa, dunque, ‘’una presenza diversa’’ di Cristo in mezzo a noi? Nel giorno della Ascensione gli apostoli chiesero: ‘’Signore è questo il tempo in cui ricostituirai il Regno di Israele?’’. Gli apostoli erano convinti che finalmente era arrivato il Messia il quale, prima di andare via, con un gesto eclatante, manifestando tutta la Sua potenza, avrebbe liberato Israele da tutti i suoi nemici. Ma Gesù risponde: ‘’ non spetta a voi conoscere i tempi o i momenti che Dio ha riservato alla Sua scelta ‘’. …. ‘’Voi avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in Samaria e fino agli estremi confini della terra ‘’. Gli Apostoli sono troppo preoccupati di ciò che succederà a Gesù e non hanno compreso che devono piuttosto essere preoccupati di ciò a cui loro stessi sono chiamati. Con L’Ascensione di Gesù inizia la loro missione. Inizia il tempo della Chiesa. Non appena Gesù scompare allo sguardo degli apostoli, due uomini in bianche vesti si presentano e dicono: ‘’ Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? ‘’ Come dire: ‘’Svegliatevi, ora tocca a voi! Ma non camminerete da soli, Gesù è con voi e sostiene ogni vostro impegno e responsabilità’’. E qual è questo impegno, questa responsabilità? ‘’Andate e ammaestrate tutte le genti battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo’’. Si, ognuno di noi è chiamato a collaborare con Dio perché il Paradiso non sia solo una speranza ma anche una certezza vissuta su questa terra facendo solo il bene. Prego  affinché tutti possiamo fare l’esperienza di un cuore rivolto sempre verso ‘’l’alto’’, verso Dio; un cuore che continuamente invochi lo Spirito di fortezza e di sapienza …   e di occhi rivolti sempre verso ‘’il basso’’, verso le ferite che caratterizzano il nostro tempo, perché possiamo prendercene cura e guarirle… Amen.

Don Giuseppe Parisi

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