25 Aprile: Avellino e Villa Carcina (BS) ricordano Modestino Guaschino. La cerimonia in collegamento streaming con il saluto della Senatrice Segre

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Domenica 25 aprile, in occasione del 76° Anniversario della Liberazione, ad Avellino e a Villa Carcina (Brescia) si è tenuta una cerimonia in memoria di Modestino Guaschino.

Il fu brigadiere dei Carabinieri, nato ad Avellino, fu torturato e trucidato a 36 anni dalle brigate nere per aver collaborato con il Comitato Nazionale di Liberazione e per aver contribuito a salvare molti antifascisti locali dalle rappresaglie fasciste.

Tanti e particolarmente sentiti gli interventi che si sono susseguiti, in una diretta streaming di un’ora, con collegamenti da Via Modestino Guaschino in Avellino e dalla omonima via a Villa Carcina. Dopo aver ripercorso le tappe più importanti della sua vita attraverso le parole commosse dell’ANPI di Villa Carcina, è stata Emiliana Mannese, nipote di Guaschino, a offrire un ricordo personale dello zio e di come la sua vita rappresenti ancora oggi un esempio da seguire, che “dimostra come oltre il particolare ci siano gli altri e le vite degli altri, Modestino Guaschino incarna il senso più alto della libertà e della responsabilità”.

Un messaggio di vicinanza è arrivato anche dalla Senatrice a vita Liliana Segre, che ha voluto esprimere la sua vicinanza ai familiari di Guaschino, del quale ha esaltato l’eroismo e il coraggio, e il suo apprezzamento all’iniziativa di Fiab Avellino, ANPI Avellino e Centro Guido Dorso, in collaborazione con Commessione Scuola “Dolores Abbiati” ANPI Brescia e Fiab Brescia. La senatrice ha sottolineato come “la storia vada sempre conosciuta, approfondita e meditata. Ricordare necesse est per ogni società che voglia dirsi veramente civile”.

Queste parole assumono ancora più valore oggi, a distanza di due giorni dalla notizia dell’oltraggio compiuto ad Ariano Irpino ai danni del murales di Alex Shot, dedicato alla Senatrice Segre e alla sua celebre citazione sulla violenza dell’indifferenza.

La professoressa Maria Grazia Lombardi, agganciandosi al tema della memoria, ha evidenziato il legame tra pedagogia e politica, “l’importanza della pedagogia come scienza di confine, come luogo dell’umano e della sofferenza, che fa parte della vita umana, per questo la cura pedagogica deve rappresentare i valori di libertà e giustizia.”

Sono intervenuti i sindaci di Avellino e di Villa Carcina, che hanno messo in risalto il valore della Festa di Liberazione nel nostro Paese, evidenziando il contributo di quanti, come Modestino Guaschino, seppero scegliere da che parte stare, anche essendo ben consapevoli delle terribili conseguenze che avrebbero potuto pagare. Le due comunità si sono virtualmente unite in un abbraccio reciproco, lasciandosi con la promessa di sentirsi al più presto per formalizzare il legame che le tiene insieme, grazie al ricordo di Modestino Guaschino. Contemporaneamente, mentre ad Avellino Emiliana Mannese deponeva un mazzo di fiori dinanzi alla targa toponomastica che intitola la strada del quartiere Valle a suo zio, a Villa Carcina ANPI e Fiab procedevano a fare lo stesso, dinanzi al cippo commemorativo, collocato nel luogo esatto in cui fu barbaramente ucciso per mano fascista Modestino Guaschino.

Gianluca Festa, sindaco di Avellino, commentando l’invito a lui rivolto dalla Fiab, si è detto concorde nella necessità di restituire dignità a Piazzale della Resistenza, attualmente conosciuta solo esclusivamente con il suo vecchio nome di Campetto Santa Rita, perché “è anche attraverso il nome che noi tutti possiamo ricordare che c’è stata la Resistenza e che è grazia ad essa che abbiamo conquistato la libertà.

È toccato a Giovanni Capobianco, presidente provinciale dell’ANPI Avellino, chiudere la commemorazione, ricordando l’importanza dell’antifascismo per la storia italiana ed evidenziando come le donne abbiano giocato un ruolo determinante, anche se troppo spesso ignorato o dimenticato.

Conclusa la cerimonia di commemorazione, da via Guaschino, prima delle tredici tappe previste dal percorso “Resistere Pedalare Resistere”, i partecipanti hanno proseguito la mattinata in bici, alla scoperta di luoghi, vicende e personaggi legati alla resistenza e all’antifascismo avellinese.

La città si è trasformata in un museo diffuso a cielo aperto, visitabile in bicicletta, mezzo protagonista di tante storie di resistenza, accompagnando partigiani e GAP durante le loro difficili quanto eroiche missioni. Il percorso tracciato, le tredici tappe e le storie ad esse correlate sono a disposizioni di chiunque voglia percorrere questa via crucis laica sul sito www.pedalataresistente.it, all’interno del quali sono disponibili documenti e audio a cura di Emiliana Mannese, Andrea Massaro, Rodolfo De Rosa, Cecilia Valentino, Mario De Prospo ed Ermanno Battista per il Centro Dorso, Gianni Festa.

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