Alla manifestazione il “Grande Spettacolo dell’acqua” la testimonianza dei monaci in missione in India

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Alla manifestazione il Grande Spettacolo dellacqua la testimonianza dei monaci in missione in India“Fate tutti parte della nostra missione, perché con la vostra presenza ci date una aiuto fondamentale”. Così Padre Daniel, francescano indiano, si è rivolto ai millecinquecento spettatori che assiepavano le tribune del lago di San Pietro per assistere alla messa in scena de Il Grande Spettacolo dell’Acqua, le cui prenotazioni proprio ieri hanno toccato quota quarantamila. Ad accompagnarlo in questo colloquio a cuore aperto con il pubblico, altri due francescani, Padre Paul, indiano anch’egli, e Padre Charlie, maltese. Tutti e tre, presentati come sempre con professionalità e precisione da Filomena Rorro, hanno parlato della loro esperienza di collaborazione con la fondazione in India, nel distretto, dove portano avanti una missione di scolarizzazione dei bambini della zona e dove l’acquisto di un pulmino ha reso agevoli gli spostamenti all’interno dell’area nella quale si trovano ad operare. I tre francescani, ora ad Assisi, dove stanno operando presso la Basilica di San Francesco, hanno tutti e tre dichiarato di provare (e in realtà hanno palesato) “una grande emozione nel trovarsi in carne ed ossa nel luogo dove nasce concretamente la loro possibilità di operare in maniera fattiva e di dare una speranza vera ai meno fortunati”: la fondazione ha infatti finanziato anche l’acquisto di una clinica mobile nella provincia di Guntur. Ovviamente, ad affiancarli c’era anche Padre Angelo Palumbo, presidente de “La Fondazione Insieme per…”, che ha anch’egli voluto sottolineare la propria emozione: “Poter portare al pubblico questa testimonianza è per noi un momento di grande gioia e di intensa commozione. Sappiamo bene – ha proseguito Padre Angelo – quali e quante difficoltà incontrassero i francescani che operano in India. Il loro ringraziamento qui, stasera, ci ripaga di tanti sacrifici e di numerose difficoltà”. Difatti, le condizioni logistiche nelle quali Padre Daniel, Padre Paul e Padre Charlie si trovavano ad operare sono sempre state di una difficoltà estrema. Tre chilometri separavano i loro alloggi dai luoghi dove praticano concretamente la loro opera di carità cristiana e dove arrivavano a piedi ogni giorno. “Padre Daniel – ha poi affermato il presidente della fondazione – ci ha dato una meravigliosa testimonianza di quello che è l’impegno concreto e tangibile de ‘La Fondazione Insieme Per…’: quando si parla di seminari alle volte non si capisce che in quelle zone i francescani sono gli unici operatori pastorali e sociali, coloro che formano la gioventù del domani”, ha concluso Padre Angelo.

 

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