AVELLA. Gennaro D’Avanzo: “Così avrei organizzato la stagione teatrale ad Avella”.

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Gennaro D’Avanzo, nato ad Avella (AV) nel 1953 e milanese di adozione dall’età di sette anni, detiene un lungo curriculum fatto di grandi fatiche e soddisfazioni: dopo il servizio di leva a Viterbo, si iscrive all’Accademia D’Arte Drammatica di Milano dove nel 1977 si diploma come attore. D’Avanzo, attivo in quegli anni anche come arbitro di calcio, direttore artistico nei villaggi turistici, doppiatore, cabarettista e volto di una fortunata serie di spot televisivi. Da molti anni vanta una grande esperienza in qualità di direttore del Teatro San Babila, di Milano, e a lui abbiamo posto alcune domande sul nascente teatro avellano.

Lei che ha una lunga esperienza nel settore, quali sono i primi passi che un teatro deve compiere?  Il lavoro da compiere è molto articolato. Basta andare su internet e vedere  I SABATI DI STRESA dove ho nidiata una collaborazione artistica dove non esisteva Teatro. Se avessi saputo la data di consegna del teatro, avrei pensato ad una programmazione varia tra Musica, monologhi e prosa con compagnie che gravitando a Napoli e Roma, e sarei riuscito a portare ad Avella con un budget limitato. Avrei iniziato a insegnare a collaboratori locali il mestiere di organizzazione teatrale e penso che oggi avremmo avuto una programmazione di almeno di 4 o 5 eventi. Come la vedo io. Vedendo le varie interviste, credo che ci voglia un bagno di umiltà. Io sarò ad Avella tra poco tempo e cercherò di mettere a disposizione GRATUITAMENTE la mia esperienza.

In un primo momento figurava nella direzione artistica del nascente teatro, come mai all’inaugurazione nessun cenno  o menzione è stata fatta nei suoi confronti? L’invito mi è stato fatto, ma per motivi di lavoro precedenti non ho, potuto essere presente, il primo cittadino avrebbero dovuto portare i miei saluti e il mio pensiero, ma questo mi sembra non sia successo. C’era un presentatore che è anche condirettore con me.

Il nome dato al Teatro avellano: “Domenico Biancardi”, è stata una scelta giusta? Per il nome, ho già  espresso il mio pensiero, in Italia ci sono tanti teatri con nomi di santi. Basti pensare ad Avellino, Napoli, Milano,  Roma. Io avrei dato il nome di “Teatro San Sebastiano” con la scritta all’ingresso dedicato a Domenico Biancardi.

 

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