AVELLINO. FIALS : Casa di Cura Malzoni, la saga continua.

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Per richiamare un aforisma di Ennio Flaiano potremmo dire che hanno poche idee, ma confuse-” Esordisce così Raffaele Petrosino, segretario provinciale aggiunto FIALS (Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità), alludendo a ciò che è accaduto al Comune di Avellino circa l’ultimo provvedimento di sospensione delle attività sanitarie emesso in danno della Casa di Cura Malzoni di Avellino. “La vicenda-continua Petrosino- si contorna di aspetti grotteschi che mostrano tutti i limiti della macchina amministrativa comunale rispetto ad un tema così importante, come è quello che riguarda l’attività della Casa di Cura Malzoni e la sorte degli operatori della stessa Casa di Cura. Pur tralasciando di entrare nel merito del black out comunicativo tra il primo cittadino e gli uffici preposti a trattare la questione, ciò che lascia sgomenti è che, a distanza di brevissimo tempo, sia stato emesso, troppo frettolosamente, un provvedimento che è dello stesso tenore di quello già precedentemente oggetto di impugnativa dinanzi al TAR e per il quale la Casa di Cura ha ottenuto la sospensiva, con prossima discussione nel merito prevista per il mese di Novembre. Il risultato di tanto zelo? Il blocco dei ricoveri, con conseguente perdita economica e di immagine mentre, in mezzo al guado, ci sono proprio loro, i dipendenti della Casa di Cura che, da un po’ di tempo e a scadenza quasi fissa, sono messi sulla graticola, in attesa degli eventi o meglio in attesa che il buon senso e la diligente cooperazione prevalga in tutta questa vicenda le cui “storture” provengono da lontano e che oggi, per uno strano scherzo del destino o per una più strana congiunzione astrale, si vogliono far scontare ai dipendenti stessi e a chi, con una buona dose di coraggio e lungimiranza, sta cercando di risollevare le sorti di quella Clinica che da sempre è considerata la storia e il vanto della provincia irpina. Questa O.S. non intende avallare dicerie o congetture, ma è lecito e legittimo richiamare l’attenzione di ASL e Comune sulla circostanza che il “caso Malzoni” non è una mera faccenda burocratica o, peggio, un teatrino da farcire con sciatteria e approssimazione, ma è una questione che riguarda la vita, il futuro e la speranza di tutti quelli che lì ci lavorano e che meritano rispetto incondizionato. Questa storia-conclude Petrosino– ha bisogno di decisori accorti e responsabili, laddove la responsabilità non coincide con una visione bacchettona del contesto in cui la vicenda Malzoni si colloca, ma è sinonimo di coraggio, anche di superare “sviste” passate che rischiano di ripercuotersi irrimediabilmente e negativamente sugli operatori della Casa di Cura. Perciò, chi non ha coraggio ne trovi un po’ per farsi da parte”. 

FIALS

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