BAIANO. Antonio Vecchione sul “caso Abate”: “Ne dobbiamo fare ancora di strada”

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La vicenda dell’abbattimento della Villa Abate ad Avella ha coinvolto emotivamente non solo gli avellani ma anche quelli dell’intero mandamento se non della provincia. Diversi sono stati le opinioni ne vogliamo  E’ una storia tristissima, espressione della confusione nella quale galleggiamo e che ci vede tutti perdenti. E mi riferisco non soltanto ad Avella, ma a situazioni generali di tutta la nostra area (e del sud). E’ triste che un cittadino decida di investire centinaia di migliaia di euro in un’opera senza autorizzazioni, indotto da questo clima di “impunità” generale che si respira: lo fanno tutti senza conseguenze, sembra dire, perchè non lo dovrei fare io? Noi non possiamo che dispiacerci per questa sua sfortunata vicenda: i sacrifici di una vita vanno in fumo ed è una botta terribile. Ma dobbiamo anche chiederci: chi legittima queste temerarie iniziative? Gli amministratori (tutti, da decine d’anni) hanno mai posto argini netti e senza spiragli a questi fenomeni di illegalità diffusi? O, come credo, si sono girati dall’altra parte, con frasi del tipo: tu vai avanti, io non so niente. Ne dobbiamo fare ancora tanta di strada.

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