Bisaccia (AV), ecco la seconda edizione di ARIA & VENTO.

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Dal 16 al 18 agosto a Bisaccia (AV), ecco la seconda edizione di ARIA & VENTO. Incastonata fra le ventose quinte dell’Alta Irpinia, la manifestazione sarà organizzata ancora una volta da ARTEVENTO di Claudio Capelli (creatore e organizzatore, fin dal lontano 1981, del Festival Internazionale dell’Aquilone di Cervia) per conto del FORUM DELLA GIOVENTU’ e del COMUNE DI BISACCIA e vedrà la partecipazione di alcuni fra i più interessanti interpreti del cosiddetto “aquilonismo” italiano. Così come accade ai grandi Festival, saranno trattate le varie discipline e, con esse, le varie tipologie dell’aquilone. Dagli aquiloni “veleggiatori” con i magnifici delta dei Cesenati Uria e Monica Comandini, ai “cellulari” con le bellissime creazioni dei Tiburtini Franco e Patrizia Crocchianti, passando per i “soft kites” (giganteschi aquiloni privi di stecche ideati dall’ingegnere neozelandese Peter Lynn) che verranno messi in volo da Francesco Migazzi e dallo stesso Claudio Capelli, fino agli aquiloni “acrobatici” che a Bisaccia saranno magistralmente pilotati non solo dai romani Nadia Primerano e Alessandro Peri, ma anche dal Bolognese Giovanni Covoni, campione indiscusso di “volo multiplo sincronizzato”, la particolare disciplina, inventata dal canadese Ray Bethell, che contempla il volo simultaneo di più aquiloni ad opera di un solo “pilota”.
L’aquilone come fenomeno di massa. Come in un magico incastro di scatole cinesi, l’aquilone si presta con efficacia ad infinite chiavi di lettura, pertinenti ad altrettanti livelli di significazione. Conservando la levità del gioco all’aperto, appartenente all’antica tradizione popolare, l’aquilone è un eccezionale mezzo di aggregazione: benché si possa ritenere che la curiosità dell’uomo contemporaneo sappia essere destata esclusivamente da futuristici avvenimenti multimediali, una festa di aquiloni è capace di attirare un pubblico numeroso, fino a diventare un fenomeno di massa come accade a Cervia. Paradossalmente, è la logica stessa della moderna società del consumo a fare sopravvivere e ad esaltare  ciò che sembra l’esatto contrario dei suoi prodotti: l’Aquilone, nato 3000 anni fa.  Se nella società del bisogno artificiosamente alimentato e della necessità inventata, infatti, ogni prodotto è già desueto al suo apparire, c’è qualcosa che non può invecchiare né annoiare, dacché appartiene intimamente e per sempre all’inconscio dell’uomo.

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