Campionati italiani di paraciclismo Prato 2021, cronometro d’oro per Lucia Nobis.

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La gara per eccellenza, quella contro il tempo, quella contro se stessi è un vero gioco di
coppia. Si, proprio così, un gioco a due, tra cuore e velocità, è ciò che distingue questa
prova regina contro i millesimi di secondo. Oltre alla preparazione meticolosa del fisico,
dell’attrezzatura, la cura dei particolari, la posizione in bici a volte molto esasperata e
l’assetto giusto per il percorso da affrontare, ci sono proprio
cuore e velocità. Sono tanti
gli ingredienti dei quali tener conto in questa disciplina ciclistica, ma la base è tutta lì: fare
quel percorso nel minor tempo possibile, quindi, alla maggiore velocità sviluppabile in
relazione al proprio grado di disabilità. Pensare che la crono sia una gara più abbordabile
delle altre è riduttivo. È una gara corta,
una pistolata al petto in cui dover
dare tutto,
centellinando in ogni respiro, ogni battito. Nella giornata di domenica 11 luglio e nell’afa
umida dei 65 metri di altitudine di Prato (PO) in Toscana, si è svolto il Campionato Italiano
Paraolimpico Individuale a Cronometro o ITT (Individual TimeTrial). Il circuito cittadino di
5,3 Km ben studiato e per metà in lieve salita, ha visto ben 130 atleti contendersi, ad
ognuno per la propria categoria e relativo numero di giri, i
25 titoli Tricolore in palio.
La
partenza, scandita dai continui conto alla rovescia, ognuno da sessanta secondi, in cui
trovare concentrazione, adrenalina e mantenimento dello stato di attivazione, lanciava gli
atleti nel proprio sogno dorato italiano. Il lungo rettilineo di Via Giuseppe Valentini, le svolte
abbastanza tecniche, scavalcavano il fiume Bisenzio per due volte, formando quasi un
quadrilatero tra le vie del centro città ( Via Firenze, Repubblica e Zarini), puntinato da
svariate rototorie ad aumentarne le difficoltà intrinseche de percorso. Lucia ha avuto il suo
start alle 11:37:00, il suo minuto di respirazione, di contatto e ricerca dell’io profondo, per
vivere appieno il qui ed ora. Ha chiuso la sua performance con 35,00 Kmh medi sui 16 km
percorsi (3 giri). Una prova dai risultati di tutto rispetto, anche a livello internazionale, per
l’atleta appartenente alla categoria WC3: (Woman Ciclyng 3). Lucia Nobis della
ASD
ANMIL SPORT Italia,
ciclista affetta da Sclerosi Multipla RR, ha incontrato la bici da
corsa, proprio l’indomani della sua diagnosi.«Con il mio piccolo esempio di atleta e di
psicologa dello sport impegnata profondamente a 360 gradi nel settore, voglio comunicare
che una malattia, un trauma, non portano in sé solo difficoltà, ma che con la giusta
mentalità aprono a diverse opportunità da sfruttare e vivere appieno. Con il massimo
rispetto e con la dovuta delicatezza, posso affermare che quelle difficoltà esisitono
veramente, sono tante, da sembare, a volte, praticamente insormontabili. Tuttavia,
possono essere tenute sottocontrollo dalla forza di volontà, al finedi sfruttare al meglio le
proprie capacità residue, farle brillare e, perché no, farle divenire il mezzo attraverso cui
realizzare i propri sogni».
«Intanto ringrazio profondamente la mia squadra Anmil Sport Italia, il mio preparatore Dott.
Giuseppe di Micco, Obiettivo3 e Cicli Liotto che insieme a mio marito Albino Moscariello,
hanno reso possibile la realizzazione di questi primiimportanti traguardi. Per il futuro, vado
​incontro al mio tempo, puntando fortemente alla
maglia azzurra
ed al confronto con le mie
colleghe a livello internazionale. Atlete appartenenti ad un mondo così vasto che allo
stesso tempo, diviene così piccolo, in cui le distanze legano sogni, diversi tra loro, ma tutti
fortemente degni di essere vissuti fino al traguardo dell’ultimo battito di cuore, fino
all’ultimo respiro. A loro tutte, ma soprattutto alle mie
“compagne, italiane in battaglia per
le paralimpiadi”,
va il mio buon viaggio verso Tokyo, in bocca al lupo ragazze, faccio il tifo
per voi.

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