CIMITILE. Difese la fidanzata da due molestatori e fu ucciso a Milano. La mamma dell’agente della Polfer Salvatore Farinaro riceve medaglia d’oro alla memoria

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mamma dell'agente ucciso

Cimitile, Rho, Madagascar, Africa. Questa è una storia che vede coinvolte tante periferie. Una storia che non può e non deve restare ai margini della memoria. E’ la storia di un ragazzo perbene. Di un ragazzo giusto, che non ha esitato a sacrificare l’esistenza per gli ideali in cui credeva. E’ la storia di mio fratello, Salvatore Farinaro, vittima del dovere. Cresciuto a Cimitile, un piccolo paesino del Nolano, Salvatore, agente scelto della Polizia Ferroviaria, si trasferisce a Rho, nel Milanese, nel 2005. La sera del 24 febbraio 2010, finito il suo turno, scriveva in una lettera la sorella di Salvatore Farinaro che dopo otto anni dal suo sacrificio ha ricevuto la medaglia d’oro al Merito Civile  ala memoria

Fu ucciso a coltellate per aver difeso la fidanzata russa molestata da due italiani. Morì così,  a Milano, nel febbraio del 2010 l’agente scelto della Polfer Salvatore Farinaro, aveva 30 anni, ed era originario di Cimitile. L’assassino fu arrestato e si chiama Cristian Giola, 31 anni, ex bancario. Pare fosse depresso in seguito al licenziamento ed in cura presso il Centro riabilitativo di accoglienza rhodense, in quanto “affetto da sindrome depressiva conseguente al precedente licenziamento”.
All’epoca successe che due uomini, Giola e un suo amico che, era estraneo all’omicidio, entrarono nel locale attorno alle 21.30 e presero di mira Inna, barista russa di 34 anni, fidanzata di Farinaro. Iniziarono ad insultarla e a disturbarla mentre la ragazza stava mangiando seduta a un tavolo con Yinxia Chen, la proprietaria cinese del bar Retrò di Rho (Milano) che da appena da una settimana aveva preso in gestione il locale.

La donna chiamò al telefono il fidanzato che non ci pensò un attimo a raggiungere il bar in via Meda, non lontano dalla stazione ferroviaria di Rho dove abitualmente prestava servizio. I due molestatori erano ormai usciti dal locale ma Farinaro li trovò poco distanti sul marciapiede nella stessa via. Ne nacque una rissa e Giola tirò fuori un piccolo coltello multiuso con il quale ferì al collo con un solo fendente l’agente. Riportato sanguinante nel locale dalla fidanzata in attesa dell’ambulanza, Farinaro fu trasportato all’ospedale di Rho dove però morì da li a poco.

Per questo gesto eroico, in occasione delle celebrazioni relative al 166° Anniversario della fondazione della Polizia, Salvatore è stato premiato con la Medaglia d’oro al Merito civile alla memoria. A ritirare il riconoscimento è stata la mamma Rosalba.

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