CONTRADA (AV). Il sindaco Pasquale De Santis in un post fa il punto dell’emergenza Covid

adsense – Responsive Pre Articolo

Stiamo vivendo giorni che ricorderemo a lungo per tanti motivi: le serrande delle attività abbassate, i bollettini giornalieri sul numero dei contagi, le sirene continue delle ambulanze che ancora più di prima fanno salire il cuore in gola, le tante, troppe vite insensatamente spezzate e sottratte all’affetto delle proprie famiglie.
“Andrà tutto bene?”. “Usciremo dalla crisi più forti di prima”, si è sentito dire e più volte si ripete anche per farsi coraggio.
Non penso sia del tutto vero che ne usciremo migliori, credo che una crisi di queste proporzioni tenda più che a modificare, a mettere fuori la nostra vera natura, accentuandone pregi e (ahime) difetti sia come persone che come comunità.
Per il momento, almeno a parer mio, lo stramaledettissimo Covid non ci ha cambiato né ci ha migliorato.
Chi già si impegnava per il prossimo ha trovato altri e nuovi modi di farlo, andando mirabilmente incontro alle esigenze di persone, famiglie, associazioni, a cui magari prima nemmeno pensava.
Chi si arrangiava ed evadeva le tasse prima, sta pensando a come farlo ancor di più domani, considerata la crisi economica a cui andremo incontro.
Gli incompetenti messi ai posti di comando hanno dimostrato oggi più di ieri i limiti delle nostre democrazie.
I falliti del web hanno continuato a pontificare dietro l’anonimato di post farciti di favole e latinismi lasciando agli altri l’incombenza di affrontare la quotidianità.
Così come, di contro, chi valeva ieri, vale ancor di più oggi e continuerà a valere anche domani.
Insomma, tutto come prima!!!
Alla storiella che il Covid ci renderà migliori in futuro, personalmente non credo proprio.
È giusto che la vita riprenda il suo corso e che ognuno di noi torni a sentirsi sereno, ma se tutto ciò che è accaduto e sta accadendo non ci ha condotto verso nuove prospettive e orizzonti, la vedo dura.
Una comunità che si scanna e si divide per la mancata pubblicazione di un avviso su fb e/o sulla necessità di non far celebrare un rito religioso per evitare il propagarsi del contagio è molto lontana dal capire che contrastare una pandemia è soprattutto una battaglia di umiltà.
L’essere uniti (soprattutto in questi momenti) o trovare una linea comune che porti ad attenuare, ad esempio le criticità del momento, diventa sempre più una chimera.
E’ inevitabile che la pandemia ci abbia fatto riflettere su molti aspetti della nostra esistenza, sicuramente molti di noi sono diventati migliori, altri purtroppo no (ma questo è un altro discorso, la cattiveria gratuita è una brutta bestia).
Qualcuno ha dovuto fare un grande lavoro su se stesso, trovandosi solo in mancanza di rapporti interpersonali frequenti.
Ognuno ha fatto i conti con l’interiorità più profonda del suo essere uomo e nonostante le mille difficoltà la mia più viva speranza è che qualcuno, magari dopo essersi smarrito, si sia ritrovato.
Pasquale De Santis

adsense – Responsive – Post Articolo