Coronavirus. L’Ordine dei Medici di Avellino all’Asl: “Le informazioni avvengono in modo non completo”.

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L’Ordine dei Medici di Avellino nella persona del Presidente Francesco Sellitto invia una lettera al direttore dell’Asl di Avellino Maria Morgante e al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Sotto i riflettori l’utilizzo dei social network da parte del personale sanitario per evidenziare alcune problematiche.

Pur condividendo nei suoi contenuti la nota in oggetto, avente come fine un utilizzo dei social network da parte dei dipendenti ASL AV non lesivo dell’Azienda e delle sue attività, riteniamo del tutto poco opportuno averlo pubblicato in questo periodo di emergenza sanitaria per le seguenti ragioni:

1) Appare come un documento il cui fine è voler tappare la bocca a quanti possano evidenziare scelte, decisioni o peggio non decisioni in questo momento in cui è necessaria una catena di comando certa, autorevole e soprattutto esperta.

2) Nessuna informazione ufficiale è data, attraverso conferenze stampa che dovrebbero essere effettuate almeno tre volte la settimana da parte dell’ASL AV, sull’andamento del numero dei ricoveri, dei positivi, dei guariti e dei decessi con e per COVID 19. Le uniche informazioni avvengono, in modo non completo, attraverso network locali e regionali specializzati e non.

Un’informazione così, genera nei cittadini, molto provati dall’isolamento sociale e dal timore del contagio, incertezza e sospetto

Proposte:
1) Conferenze stampa tre volte la settimana possibilmente di concerto con la AORN “San G. Moscati” che già le effettua, così da dare un’informativa esaustiva degli ospedali e del territorio. Riesce davvero difficile comprendere come mai, nemmeno in questo tragico
periodo, l’integrazione ospedale/territorio sia impossibile da realizzare.

2) La ASL AV senza aver avviato uno screening per COVID 19 né mirato e né di massa sui cittadini ma solo on demand ai dipendenti come pensa di affrontare la cosiddetta fase due!!! Si propone, pertanto, diavviare al più presto uno screening di massa con tampone o tests sierologici iniziando soprattutto dalle zone rosse e dal personale sanitario, inclusi i MMG, del tutto ignorati. Siamo disponibili ad un’assoluta collaborazione.

3) Capillare valutazione delle provviste di DPI per tutti i suoi dipendenti e convenzionati, ospedalieri e non.

4) Coinvolgimento nelle decisioni, per una fattiva collaborazione, dei Medici di Medicina Generale

5) Attivazione di un sistema di presa in carico del paziente sospetto o accertato da Covid 19 al suo domicilio, fondato su una squadra di specialisti che si impegni, coordinandosi col medico di famiglia, in modo multidisciplinare per avviare una terapia precoce che in molti casi modifica in modo positivo l’outcome della malattia.

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