Coronavirus, muore a 16 anni: è la più giovane vittima d’Europa

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L’epidemia di coronavirus si aggrava in Francia, il primo ministro Edouard Philippe annuncia che il confinamento durerà almeno fino al 15 aprile «ma potrà essere prolungato se le condizioni sanitarie lo consigliano», il che sembra inevitabile perché lo stesso premier avvisa la popolazione che «siamo solo all’inizio dell’ondata epidemica, i prossimi giorni saranno difficili». I morti negli ospedali — senza contare le case di riposo e le persone decedute a casa — sono 1696 (bilancio del 26 febbraio), ovvero 365 in più in 24 ore. Tra loro, suscita emozione in particolare il caso di Julie, 16, la vittima più giovane in Europa del Covid-19.

Liceale nell’Essonne, poco lontano da Parigi, Julie Alliot «aveva solo un po’ di tosse la settimana scorsa», ha raccontato la madre Sabine alla Afp. La ragazzina prende dello sciroppo per la tosse, le fanno il tampone per ben due volte ma è negativo.

«È peggiorata nel weekend e lunedì l’abbiamo accompagnata dal medico di famiglia, che ha constatato difficoltà respiratorie. Fino a quel momento Julie è sempre stata benissimo, non ha mai avuto malattie gravi o croniche». Giovedì sera alle 20 gli abitanti del villaggio di Morsang-sur-Orge metteranno una candela alle finestre per rendere omaggio a Julie. I funerali si terranno lunedì prossimo e potranno partecipare solo 10 persone al massimo

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