EUROPEI DI CALCIO : cosa è cambiato con la Pandemia?

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Si stanno disputando, proprio in questi giorni, gli Europei di calcio, rinviati lo scorso anno a causa dell’emergenza Covid.
Le manifestazioni sportive, in particolare quelle calcistiche, soprattutto a livello Europeo e Mondiale, sono state sempre molto sentite dal popolo Italiano.
Probabilmente si è sempre trattato degli unici momenti in cui l’Italia è stata davvero una nazione unita, stretta sotto lo stesso tricolore sventolato con orgoglio.
Si respirava sempre un clima di trepidante attesa, le persone si riunivano in ogni dove per seguire la partita della “SUA” nazionale, addirittura c’era chi prendeva un permesso dal lavoro, per non rischiare di perdersi nemmeno un minuto dall’ingresso dei calciatori sul campo di gioco.
Le bandiere tricolore, rette, sventolavano ad ogni terrazzo, su ogni balcone, fiocchi tricolore, nastri che univano le abitazioni da un lato alel’altro della strada.
Ad ogni partita, nell’aria, altro non si sentiva che la voce, sempre abbastanza alta, dei telecronisti, qualche vociare negli intervalli ed i boati di gioia accompagnati da trombe e sirene ad ogni goal.
Erano proprio delle “notti magiche “, come cantavano Bennato e la Nannini nel loro inno per Italia 90.
Quella magia sembra svanita.
Oggi, stremati da tanti, troppi mesi di chiusure, riaperture e restrizioni di ogni genere, sembra sia cambiato anche l’atteggiamento del popolo Italiano di fronte a queste manifestazioni, da cui in passato è sempre stato “preso”.
Le bandiere sui balconi sono le sole e le stesse che continuano a sventolare, stanche anche loro, dall’inizio della pandemia e nei momenti in cui gioca la nazionale tutto intorno è particolarmente silenzioso.
Come se questo covid ci avesse tolto anche quell’illusione di essere LA GRANDE ITALIA DEL CALCIO, quella da temere.
Come un bambino che scopre troppo presto che Babbo Natale non esiste e nel periodo natalizio non ha più gli occhi da bambino che brillano di fronte alla magia del Natale, ma quelli disillusi di un adulto cinico e cosciente.
Torneremo a sognare nelle nostre “NOTTI MAGICHE”?

Carla Carro

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