MUGNANO del CARDINALE. Ambiente e salute: le risposte della politica di Gina Conte

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MUGNANO del CARDINALE. Ambiente e salute: le risposte della politica di Gina ConteSabato 19 ottobre presso la sede del comune di Mugnano del Cardinale, c’è stato un interessante convegno sul tema “Ambiente e salute”, argomenti all’ordine del giorno di cui si discute incessantemente, visto le drammatiche conseguenze a cui la salute pubblica è soggetta, specialmente nei territori del cosiddetto “Triangolo della morte”. Ormai è da tempo che si conosce l’incidenza che l’inquinamento ambientale ha su malattie come tumori e leucemie e la prevenzione è l’unico metodo che può garantire una frenata all’aumento che queste patologie hanno avuto negli ultimi anni, colpendo fasce di popolazione sempre più giovane. A tal riguardo sono state presentate tabelle di studi eseguiti che dimostrano che in molti casi, l’incidenza di malattie gravi, è addirittura raddoppiata nel giro di pochi anni e non a caso proprio in quei territori campani in cui, ormai da tempo, si lotta contro le discariche abusive e lo smaltimento illegale di rifiuti tossici. A questo riguardo presenti al convegno  l’Associazione per la Legalità ULTIMI e Giovani Agro Nolano, l’Associazione Medici per l’Ambiente  e vari  esponenti della società civile e delle istituzioni che si sono confrontati con competenza e passione, preoccupati per il futuro delle popolazioni e dell’ambiente dei propri territori. Ma di particolare interesse, è stato l’intervento dell’avv. Antonio Napolitano, che ha reso noto ai presenti l’importanza della organizzazione nella Raccolta dei rifiuti urbani. In tal senso l’avv. Napolitano mette in evidenza che nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 56 del 14 ottobre 2013 in relazione all’attuazione del DGR n.371 del 13/09/2013 vi è l’emanazione di un avviso pubblico per la realizzazione di Centri di Raccolta con relative tabelle degli importi massimi concedibili per la realizzazione di  nuovi o l’ampliamento di centri già esistenti di raccolta di rifiuti. In sostanza la Regione dispone le procedure per la presentazione delle domande per l’accesso a finanziamenti per la realizzazione di Centri di raccolta per progetti per vari bacini di utenza  da quelli < 5000 abitanti fino a quelli > ai 30000 ab.. Il termine della presentazione delle domande è però di trenta giorni dalla pubblicazione dell’avviso sul BURC. Nasce spontanea la domanda: “Quanti Comuni del baianese hanno pensato o stanno pensando di accedere a questi contributi per organizzare un centro di raccolta nel nostro territorio magari con un progetto unico? “ Un centro di raccolta  o isola ecologica, creerebbe una prospettiva diversa per la raccolta dei rifiuti ed oltre ad abbattere i costi con la vendita ed il riciclo del materiale differenziato, magari con operatori selezionati in loco e quindi creando posti di lavoro, darebbe la possibilità di investire in una futura industrializzazione basata sulla trasformazione del rifiuto. Non sono queste chiacchiere vuote, in tante realtà ciò avviene, anche a noi vicine, c’è bisogno della volontà e delle capacità dei politici. Ma spesso ci si accontenta di fare la raccolta differenziata senza manco sapere che fine fanno poi i rifiuti e come e da chi vengono riciclati ed utilizzati. Bastano gli slogan delle percentuali e le somme che si incassano alla vendita, così per fare contenti i cittadini che intanto non sanno che fine fa il frutto del loro lavoro di differenziazione. Sarebbe buona prassi per i Comuni che si ritengono virtuosi, rendere pubblici i percorsi dei rifiuti differenziati e le Ditte o i Consorzi che se ne occupano, magari facendo opera di informazione per i giovani quale avviamento ad una futura imprenditoria sulla lavorazione dei rifiuti con la realizzazione di impianti di recupero e selezione e di centri per la riparazione, il riuso e la decostruzione degli edifici, in cui beni durevoli, mobili, vestiti, infissi, sanitari elettrodomestici, vengono riparati, riutilizzati e venduti. Avviene tutto questo? Ogni cittadino si guardi intorno e si dia una risposta! Si chieda, partendo dalle  responsabilità di quanti non differenziano e poi buttano i propri rifiuti nelle campagne, ai margini delle strade o dove gli pare, come mai la politica è incapace di esercitare un controllo serio sul territorio e parallelamente progettare per un cambiamento radicale per quanto riguarda la gestione associata  dei servizi. Sono anni che circolano  gli slogan del treno che  è partito  ma guarda caso non arriva mai a destinazione ( Città del baianese, Unione dei Comuni, Gestione comune delle sorgenti di Avella, Piano di zona sociale etc.)!?   Inoltre con la DGR n.221 pubblicata sul BURC n. 44 del 2013 “ Riordino del servizio gestione rifiuti urbani e assimilati in Campania” l’affidamento del servizio rifiuti è dato agli ATO /STO(Sistema Territoriale Operativo). Le decisioni devono essere prese dalla conferenza di Ambito ed è fatto divieto di indire nuove procedure di affidamento dei servizi e di disporre la proroga o il rinnovo degli affidamenti alla data  di pubblicazione  del BURC della DGR del 5 luglio 2013, n.221. Ossia, l’obbligo per i Comuni a riordinare  insieme, nell’ATO di appartenenza, la gestione dei rifiuti urbani, rappresenta una ulteriore opportunità per abbattere i costi ed ottimizzare con risorse proprie il servizio e si pensi a quale grande opportunità sarebbe per il Vallo Lauro-baianese,  incominciare a pianificare sull’utilizzo della risorsa rifiuto! Allora non sempre è colpa delle leggi e non tutte le regole sono sbagliate, forse dipende dalla volontà e dall’intelligenza di chi deve applicarle e farle diventare delle opportunità, con la capacità di  progettare per il presente e programmare per il futuro. E’ arrivato il momento che i cittadini incomincino a prendersi le proprie responsabilità, verificando attraverso i fatti  se i politici che hanno eletto sono all’altezza dei ruoli di cui essi stessi li hanno  investiti,  altrimenti chi è causa del suo mal pianga se stesso!

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