Nola. Dissesto finanziario comunale. La relazione – Quirino smantella la procedura adottata: non c’ erano le condizioni per la dichiarazione del default approvata dalla maggioranza consiliare ad agosto

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Al ricorso al Tar per chiedere l’annullamento della dichiarazione di dissesto finanziario dell’Ente di piazza Duomo è allegata la relazione di Nicola Quirino, docente ordinario di Contabilità e Finanza pubblica alla Luiss e all’Accademia della Guardia della Finanza di Roma. Il documento avvalora, tra laltro, la procedura di risanamento del piano di riequilibrio di durata ventennale avviato dal commissario straordinario, il prefetto Anna Manganelli, che contemplava la quota annua diammortamentoper il valore di un milione e 661 mila euro senza generare alcuna sfasatura e interruzione di continuità amministrativa.

di Gianni Amodeo

 LEnte non si trovava neanche in una situazione strutturalmente deficitaria, cioè in una situazione prossima al dissesto, almeno in base al nuovo set di indicatori segnaletici di cui all’art.242 comma 1\ 2 del Testo unico degli Enti locali”.

E’ il giudizio, con cui il professore Nicola Quirino, docente di Contabilità e Finanza pubblica alla Luiss e all’Accademia della Guardia di Finanza di Roma, conclude la relazione, che fa da supporto di consulenza tecnica e integrazione al ricorso presentato al Tar di Napoli per chiedere l’annullamento della dichiarazione di dissesto finanziario del Comune di Nola, previo il provvedimento di sospensione di efficacia dei deliberati consiliari e di tutti gli atti preordinati alla dichiarazione di default, deliberata ad agosto dal civico consesso, eletto con il voto di ballottaggio dell’11 giugno; ricorso, sottoscritto da quattordici, tra otto consiglieri in carica, in rappresentanza della minoranza, e sei ex amministratori e dirigenti, incluso l’ex- sindaco Geremia Biancardi, le cui istanze sono tutelati dagli avvocati Andrea Abbamonte e Olimpia Napolitano. E va rilevato che gli eventuali portatori d’interessi – aziende, Enti e cittadini- possono costituirsi ad adiuvandum rispetto all’istanza proposta dai ricorrenti; una facoltà loro riconosciuta, considerata la condizione di oggettivo svantaggio a cui sono esposti per i crediti vantati e che, per effetto della dichiarazione di dissesto, si ridimensionano.

Tra gli elementi della relazione – di lettura complessa per i riferimenti tecnici e i dettagli numerici – Quirino focalizza il dato del disavanzo d’amministrazione del 2017, pari a 33 milioni e 219 mila euro circa; dato che fa da input all’intera vicenda e rispetto al quale, il commissario straordinario, il prefetto Anna Manganelli, aveva attivata – con delibera del 26 novembre del 2018– la procedura di riequilibrio di durata ventennale ed approvata con la specifica delibera dallo stesso commissario il 22 febbraio dell’anno in corso; e fa da premessa positiva nell’adesione al piano di riequilibrio- scrive Quirino – il non aver eseguito nessuna ri-negoziazione del debito. Un percorso, quello tracciato dal prefetto Manganelli, che avrebbe consentito di ripianare integralmente il disavanzo del 2017 nel giro di 20 anni con quota annua di un milione e 661 mila euro circa da iscrivere nel bilancio preventivo tra le spese correnti. Una soluzione- sottolinea Quirino – del tutto sostenibile per la situazione generale dell’ Ente di piazza Duomo, senza recare alcuna sfasatura nella continuità amministrativa. Su questa traccia la relazione evidenzia sia la possibilità di accesso del Comune al piano di rotazione per 300 euro pro capite dei cittadini residenti pari a poco più di 10 milioni, sia la possibilità di finanziare il pagamento dei debiti fuori bilancio mediante piano di rateizzazione con i creditori per la durata massima di 20 anni.

La relazione pone in rilievo vari passaggi, con cui nel secondo semestre del 2018 si registra un progressivo e generale miglioramento dello stato di salute dei conti comunali, grazie al blocco delle assunzioni, oltre che all’innalzamento delle aliquote Imu,Icp e Cosap; miglioramento dei conti, di cui è indicativa la riduzione del 18, 3 % del disavanzo di amministrazione, attestato sul valore di poco superiore ai 27 milioni di euro, mentre nel 2017 aveva superato i 33 milioni di euro, come detto. Un segnale interessante e positivo per la tenuta economica generale dell’ Ente di piazza Duomo, a riprova dell’operato costruttivo del commissario straordinario.

Altro elemento, su cui si sofferma relazione – Quirino è quello del prospetto dei contenziosi, stimati pari ad oltre 36 milioni; una portata consistente e certamente tra i fattori determinanti a far deliberare la dichiarazione di dissesto finanziario, con l’approvazione della maggioranza consiliare. Si tratta di una stima “gonfiata a dismisura”, scrive Quirino nella relazione, citando tre casicampione sottoposti alla cartina di tornasole della sua analisi. Una stima, che testualmente connota con toni duri e forti di … ” esagerata e ingiustificata sopravvalutazione di passività potenziali e dei rischi ricadenti sulla gestione, ma anche viziata nei presupposti per via– chiarisce ancora- dellerrata quantificazione del saldo di parte corrente del postassestamento”. Valutazione decisamente tranchant e severa, specie per la sottolineatura del vizio che il professore Nicola Quirino ritiene infici all’origine l’intera procedura.

La tesi e l’analisi espresse dalla relazione – Quirino nella radicalità di sostegno alle parti ricorrenti, rilanciano- oggettivamente- le valenze della procedura di risanamento deliberata dal commissario straordinario, il prefetto Manganelli, tramite il piano di riequilibrio ventennale. Un percorso aperto verso il cosiddetto pre – dissesto, quello varato dal commissario straordinario, che la maggioranza consiliare due mesi e mezzo fa e ad appena due mesi dall’insediamento ha deciso di non proseguire. Un caso complesso e complicato su cui la magistratura amministrativa è chiamata a fare luce.

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