Pfizer vola in borsa grazie al vaccino anti-Covid: come investire nelle azioni del colosso farmaceutico?

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Il successo dei vaccini sviluppati da Pfizer e BioNTech con l’innovativa tecnologia a mRNA hanno spinto al rialzo le azioni della casa farmaceutica USA, con il titolo che vola in borsa. Soltanto nel 2021 la quotazione di Pfizer è salita di oltre l’8,5%, con un incremento superiore al 10% appena nell’ultimo mese, performance che porta la capitalizzazione di mercato della multinazionale con sede a New York a quasi 223 miliardi di dollari.

Il settore biotech rappresenta uno degli ambiti con i più alti margini di crescita nei prossimi anni secondo gli esperti, soprattutto grazie a nuove tecnologie come quelle mRNA, la quale potrebbe aprire scenari importanti per lo sviluppo di terapie e trattamenti sempre più precisi e personalizzati. Intanto Pfizer ha reso nota la trimestrale 2021, con stime in crescita per ricavi e guadagni per tutto il 2021 attraverso le entrate miliardarie dei vaccini contro il Covid-19, catturando l’interesse degli investitori sulla big pharma USA.

Le prospettive di crescita di Pfizer per investire nel biotech

Prima di investire nelle azioni del colosso farmaceutico statunitense è importante studiare il business di Pfizer, allo scopo di capire quali sono le potenzialità di crescita dell’azienda e i fattori di rischio da considerare. Un’analisi completa per acquistare azioni pfizer viene proposta dai professionisti di Investireinborsa.me, portale specializzato dove trovare una valutazione accurata per scoprire tutto quello che bisogna sapere sull’impresa USA.

Innanzitutto è importante considerare l’ultima trimestrale di Pfizer, per capire quali sono stati i risultati della big pharma nei primi tre mesi del 2021. In questo periodo la multinazionale ha ottenuto ricavi di oltre 14,52 miliardi di dollari, con un incremento superiore al 45% rispetto allo stesso trimestre del 2020. Escludendo le entrate provenienti dal vaccino anti-covid, Pfizer ha registrato un aumento dei ricavi dell’8%, in linea con gli obiettivi dell’azienda che punta a garantire una crescita di almeno il 6% l’anno agli azionisti.

Bene anche l’utile di 4,87 miliardi di dollari, in rialzo anch’esso del 45% in confronto al primo trimestre del 2020. Ovviamente, gli introiti dal vaccino BNT162b2 rappresentano la voce più importante, avendo generato vendite per 3,5 miliardi di dollari, con un fatturato complessivo dai vaccini di quasi 4,9 miliardi nel Q1. Seguono i ricavi dai prodotti per l’oncologia a 2,8 miliardi, con le entrate per il settore della medicina interna a quasi 2,6 miliardi di dollari e quelle dai prodotti ospedalieri a 2,3 miliardi.

Secondo le stime dell’azienda americana, i ricavi dai vaccini nel 2021 dovrebbero attestarsi a 26 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 15 miliardi stimati inizialmente, con un target per l’utile per azione fissato a 3,65 dollari, mentre il fatturato totale quest’anno dovrebbe superare i 70 miliardi di dollari. Pfizer è stata favorita dai problemi riscontrati con il vaccino per il Covid-19 da AstraZeneca, vicenda che ha portato molti Paesi ad aumentare gli ordini per il vaccino Pfizer BioNTech, come avvenuto da parte dell’Unione Europea, con prenotazioni considerevoli anche per il biennio 2022-2023.

Le prospettive per big pharma legate alla tecnologia Mrna

Uno degli aspetti da valutare con grande attenzione per investire nel settore farmaceutico è la tecnologia mRNA, una soluzione all’avanguardia le cui prospettive potrebbero aprire nuovi scenari per l’innovazione farmacologica. Il concetto alla base è rivoluzionario, infatti un mRNA artificiale creato ad hoc in laboratorio consente di istruire le cellule del nostro organismo, affinché siano in grado di produrre le proteine necessarie per contrastare qualsiasi tipo di malattia, come avvenuto con i vaccini di Pfizer-BioNTech e Moderna contro il Covid-19.

In pratica, con questi nuovi farmaci sperimentali l’organismo potrebbe essere capace di produrre da solo gli anticorpi di cui ha bisogno, semplicemente ricevendo le informazioni essenziali per capire come fare. Al momento, le aziende che detengono questa tecnologia stanno lavorando per mettere a punto vaccini efficaci contro una serie di malattie, come la malaria e l’HIV, inoltre sono in fase di valutazione eventuali farmaci personalizzati contro i tumori e perfino dei veri e propri vaccini universali per proteggerci dai virus influenzali e dai pericolosi coronavirus.

Naturalmente, non mancano le polemiche in merito ai problemi etici delle terapie geniche, oltre alle criticità esistenti per i costi elevati di questi trattamenti e la loro accessibilità da parte dei Paesi più poveri e delle fasce della popolazione a reddito più basso. Senza dubbio, per un investitore si tratta di un settore da monitorare in quanto offre un potenziale significativo, in grado di fornire margini di crescita importanti per le aziende più avanti nella ricerca delle nuove terapie geniche, tra cui Pfizer è senz’altro uno dei protagonisti principali.

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