RSA di Nusco: la denuncia di CGIL, CISL e UIL sul nuovo appalto!

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A cosa sono serviti gli sforzi fatti in questi anni per garantire i livelli occupazionali nella RSA di Nusco se l’ASL di Avellino con deliberazione n. 677 del 4 maggio 2021, avente ad oggetto “Procedura aperta per l’affidamento della gestione della RSA e del Centro Diurno Demenze di Nusco – Approvazione atti e indizione di gara”, si accinge a bandire, ancora una volta, un appalto con le solite anomalie che poi si traducono in tagli del personale e delle ore lavorative.
I sacrifici del passato sono stati vani e, ancora una volta, i soli a pagarne lo scotto saranno sempre i lavoratori e gli anziani ricoverati, che si vedranno erogare servizi di minore qualità nell’ambito sanitario, mense, pulizie e manutenzioni – è l’allarme lanciato dalle Segretarie Provinciali della CGIL FP, CISL FP e UIL FPL .
Con l’attuale appalto – continuano i Segretari Generali Morsa, Santacroce e Venezia – si è fatto ricorso agli ammortizzatori sociali per garantire lo stipendio ai lavoratori ma lo spettro dell’esubero di personale incombe costantemente.
Adottare criteri di aggiudicazione per risparmiare, ovvero quello al massimo ribasso, significa scegliere di infliggere un colpo mortale ai livelli occupazionali della struttura.
Ad ogni cambio di appalto gli addetti del settore scontano il fatto che l’impresa aggiudicatrice vince, il più delle volte, grazie ad un’offerta che garantisce lo stesso capitolato ma con importo d’asta assai inferiore a quello precedente con l’ovvia conseguenza di non applicare i contratti nazionali di riferimento bensì i cosiddetti “contratti pirata” che abbassano la paga oraria minima e rendono chimere i diritti dei lavoratori. Come parti sociali dobbiamo costruire azioni prendendo ad esempio le buone pratiche delle altre regioni dove i livelli occupazionali ed il numero dei pazienti da assistere sono sempre garantito.
Purtroppo, la tranquillità occupazionale è a rischio e pertanto siamo a chiedere l’autorevole intervento del Prefetto di Avellino affinché si apri un tavolo tecnico a cui partecipino l’ASL di Avellino e le parti sociali con l’intento di trovare soluzioni diverse atte a scongiurare i paventati esuberi.

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