SPERONE. Centro Autistico Avellino. Salvatore Alaia, invita alla mobilitazione.

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Salvatore ALAIA – sindaco di Sperone dal 2001 al 2011 – torna sulla questione del Centro Autistico di Avellino e lo fa in modo più che risentito non tanto verso gli attori istituzionali che si stanno impegnando per l’apertura della struttura (Prefetto – Presidente Amministrazione e Provinciale e Commissario Prefettizio del Comune di Avellino) quanto verso chi ha una specifica responsabilità sia nella programmazione della spesa sanitaria (Regione) sia nella applicazione degli indirizzi in materia sanitaria (ASL AV).

La questione dell’autismo è una questione seria finora sottodimensionata e sottovalutata soprattutto dall’indifferenza della Regione e dell’ASL AV guidata dalla Dr.ssa Maria Morgante malgrado siano stati diversi gli interventi per conclamare questa come una patologia invalidante non solo per chi ne è affetto quanto per le famiglie che non possono sostenere con gli attuali livelli di assistenza le esigenze dei propri familiari.

A sollecitare e sensibilizzare ulteriormente l’impegno del Dr. Salvatore ALAIA, sempre pronto a perorare le cause dei più deboli ed indifesi, hanno contribuito le inchieste dei media avellinesi e gli interventi dei presidenti delle diverse associazioni che si occupano di autismo dove si denuncia la scarsa attenzione alla problematica e la carenza di supporto sanitario costringendo le famiglie a sacrifici talora non sopportabili.

Ritengo – dichiara Salvatore ALAIA – che la problematica debba essere approcciata soprattutto con un valore cognitivo serio e strutturato perché, al di là dell’aspetto clinico, la questione è essenzialmente anche culturale. Pochi sanno in realtà che cosa sia l’autismo e quali sono i percorsi terapeutici che bisogna adottare per il recupero ad una vita possibilmente accettabile dei soggetti, specie bambini affetti da tale patologia da cui non si guarisce totalmente e che dopo i 18 anni cambia solo denominazione ma non la sostanza. Sono profondamente indignato dal silenzio della Regione e dell’ASL rispetto a una problematica che non ha un limite temporale e non si può considerare una patologia a timer o a scadenza. Chi è affetto da autismo vive questa condizione per sempre  da bambino, fino a 12 anni e oltre. Le famiglie hanno necessità di essere adeguatamente sostenute perché il percorso terapeutico è lungo, oneroso ed esasperante. Non ci si può voltare dall’altra parte facendo finta di niente lasciando cadere nell’indifferenza la questione senza nemmeno un’apertura al problema per il quale vi è la necessità di adeguati interventi e soluzioni immediate. Voglio auspicare – conclude ALAIA – che dopo questo mio intervento Regione ma soprattutto ASL AV vogliano quanto meno aprire ad una prospettiva di soluzione in termini di assistenza per i bambini affetti da autismo cercando di modulare una politica assistenziale che implementi non solo le ore per gli autistici ma la durata nel tempo. L’autismo è una questione seria, che sconvolge la quotidianità delle persone e delle famiglie alle quali non basta la solidarietà delle parola ma occorre l’oggettività concreta dei fatti. – Manterrò per questo sempre alto il livello di vigilanza sulla problematica e invito sin d’ora le famiglie, le associazioni e quanti hanno a cuore la questione dell’autismo ad una mobilitazione forte qualora in tempi brevi non dovessero pervenire segnali e proposte di soluzione adeguate. Intelligenti pauca.

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