Sperone. INIZIATI I LAVORI DI RESTAURO, MIRACOLO NELLA CAPPELLA.

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APPARE SANT’ELIA.

Con l’avvio dei lavori di restauro della nicchia sovrastante all’altare collocato nell’absidiola della Cappella di Sant’Elia,  si è sfatata una leggenda, oltre a compiersi un “miracolo”.

Sperone. INIZIATI I LAVORI DI RESTAURO, MIRACOLO NELLA CAPPELLA.

Leggenda vuole che chiunque avesse messo mano a quella “nicchia”, anche soltanto per ripulirla dalle incrostazioni del tempo e dei fumi delle lanterne ad olio e dei ceri che i fedeli vi depositavano, avrebbe avuto nefasti destini. Si racconta, infatti, di un pittore rimasto cieco dopo appena iniziati i lavori di riaffresco e, successivamente, di un altro che avrebbe ricevuto un sonoro schiaffo, così forte, da essere sbalzato dalla tavola su cui era salito proprio nel tentativo di ripulirlo. Da allora, nessun’altro aveva avuto più il coraggio di ergersi in quella nicchia per sfiorarne soltanto le pareti. Così di quell’immagine non ne restò quasi niente e se ne perse persino il ricordo. A memoria nostra e dei più recenti antenati, nessuna sa e sapeva che cosa c’era sotto quella incrostazione di strati sovrapposti impregnati di umidità, muffe e fumi. Ma nell’immaginario collettivo dei fedeli che vi si recavano in preghiera , quella non era soltanto una macchia ombrosa, in molti di essi si rivelava come volto di Sant’Elia, in mutevoli espressioni e atteggiamenti. Qualcuno, addirittura, se ne allontanava persino intimorito.  La volontà, il desiderio e la fede di “vedere” al di là di quella crosta, ha unito alcuni devoti del gruppo dei Battenti di Sant’Elia, nell’ostinato impegno di dar corso a un restauro vero e serio, prendendo impegno personale e facendosi anche portatori nella comunità speronese di questo impegno, per racimolare la somma necessaria per il suo completamento.
Avviate tutte le procedure e ottenuto le varie autorizzazioni, i lavori sono iniziati, proprio all’inizio di questo mese, con l’impresa, specializzata in lavori di restauro, Alfart s.r.l., aggiudicataria dell’appalto per un importo di € 20.300,00.
I timori che il tempo avesse cancellato ogni traccia e che sotto quella crosta non sarebbe apparso un bel niente erano forti. Non solo, ma cosa avrebbero raccontato essi, promotori di una iniziativa fallita, a tutti quei fedeli, abituati a quella “macchia” e che in essa – quale volto di Sant’Elia, seppur mutevole e a volte minaccioso – riponevano i loro voti e le loro preghiere?
Invece si,  il miracolo c’è stato! Sotto quella crosta è comparsa, miracolosamente conservata per ben oltre 5 secoli, nella sua interezza l’immagine di Sant’Elia contornata da angeli e scene che ne raccontano la storia. Noi l’abbiamo vista ed è stato commovente!  Lì non solo c’è l’effige di Sant’Elia e il racconto delle sue storie bibliche, che per noi speronesi è già tanto, c’è anche un’opera d’arte, restituitaci dal lavoro meticoloso e prezioso degli esperti di restauro, ma soprattutto dalla volontà di quei pochi – di cui non facciamo qui il nome perché non sono in cerca di visibilità – che hanno creduto in questo miracolo. La loro fede li ha illuminati e già per questo tutta la comunità speronese gli deve rendere merito e gratitudine.  Quando ne avremo autorizzazione pubblicheremo dati e foto. (Armando Sodano)

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