Us Avellino. Si presenta la nuova società, il presidente Izzo: “Vogliamo creare un modello, se non si cresce alziamo le tende e andiamo via. Il caso Di Somma non esiste”.

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di Lucio Ianniciello

Questa sera presso la sala stampa del Partenio Lombardi c’è stata la presentazione dei vertici societari dell’Us Avellino. Il presidente Izzo, al suo fianco il vice Circelli, ha presentato i soci esordendo così: “È la mia prima avventura calcistica, l’Avellino è storia. Ieri sono stato a San Martino Valle Caudina e ho visto bimbi che tifavano questa squadra. Dovremo arrivare all’Avellino che è stato agli anni ’80. È un brand importante che va rivalutato. Dobbiamo crescere insieme. Siamo aperti al confronto, non esistono figli e figliastri. Qualche errore potrà capitare”.

I soci, Autorino Sabatino: “Grande peso e responsabilita’. Sono originario di Roccabascerana, amico di Izzo nonché socio in affari Saci Tek, uno degli sponsor”. Interviene il vice presidente Nicola Circelli: “Sono stato il primo ad apparire. Sono imprenditore di un’azienda di infissi in alluminio. Fiero di aver fatto questo passo. I problemi di gestione non mancheranno. Ho avuto esperienze in altre città. Spero di far emozionare la gente e portare i lupi in altre categorie”. Renato De Lucia: “Sono un ingegnere, svolgo la libera professione. Collaboro con Izzo, contento di condividere  questa esperienza. É un ragazzo pulito, ricevetti un messaggio da lui alle 2 di notte affinché potessi far parte di questo progetto, orgoglioso e fiero”. Andrea Riccio: “Sono di Ariano Irpino. Ricordo un Avellino-Milan al Partenio, gol di testa di Romano. Non riesco ancora a realizzare. La mia Innovation Football ha interessi nazionali e internazionali. Organizza master per formare figure professionali e attua progetti tecnologici”.

La parola ritorna al presidente Izzo, obiettivi a medio e lungo termine: “Innanzitutto trarre il massimo da questa stagione. Bisogna fare investimenti seri. Il buon lavoro di Capuano non sarà dissipato. Dobbiamo prepararci per la prossima stagione e rinforzare l’organico. Ho potuto vedere in 7 giorni che la base c’è. Garantisco il lavoro, punteremo sui giovani. Vogliamo creare un modello”. Il suo interesse, avvicinamento e in ultimo acquisizione dell’Avellino: “Dal lato materno le mie origini sono di Rotondi e Cervinara. Ho avuto sempre una passione per questa squadra. Ho parlato con Taccone relativamente al progetto stadio, poi si è tutto arenato. Mi è rimasto dentro l’Avellino. Mi ero fermato nel processo di acquisizione del club, Circelli è andato avanti e ci siamo trovati su più punti. Nicola è stato il promotore più efficace. Non ho fatto dichiarazioni, l’Avellino e’ degli avellinesi”. Di Matteo, papabile parte integrante del club fino a farsi da parte e suddivisione quote societarie: “Martone ha preso l’iniziativa, io sono stato l’ultimo ad essere coinvolto. Con Di Matteo abbiamo deciso semplicemente di separarci. Il 25% delle quote é mio, 25 di Circelli,  25 di Riccio, 12,5 Autorino e De Lucia”. Un breve inciso di Riccio su Innovation Football: “Apriamo agli investitori, ci sono state trasformazioni nel tempo che non fanno presagire a eventuali problemi”.

Una delle questioni più scottanti, il ds Salvatore Di Somma, non presente alla conferenza stampa e scelto dalla vecchia società. Izzo dice: “Sta a cuore a tutti. Non è la prima volta che rileviamo un’azienda. Salvatore è una bandiera, va rispettato. Non ho preclusioni alla sua permanenza. Le risorse non vanno dissipate. Se si trova una sintesi bene. Ho avuto un colloquio con lui. Non vogliamo liberarci di nessuno. Noi siamo entrati in punta di piedi, Capuano ha fatto un buon lavoro. Non è stato facile fino alla nostra entrata con incertezze societarie. Avellino è una piazza storica e ha un ambiente giornalistico di livello. Ci potranno essere decisioni più popolari e meno. Il bene è sempre l’Avellino che viene prima di tutto”. Questione stadio, in sala stampa presente anche il Sindaco Gianluca Festa: “Nella mia prima uscita a San Martino Valle Caudina ho cercato di ridurre al minimo le dichiarazioni. E’ un progetto importante, nel calcio inglese per esempio si è investito sulle strutture. E’ un volano, ma è qualcosa di delicato e che ha bisogno del suo tempo. Abbiamo un sindaco giovane. Dobbiamo mettere la società in condizione di poter pensare in grande. Sono fiducioso”. I rapporti che si dovranno instaurare con la Lega Pro: “Si cerca di portare idee. Devo capire prima l’ambiente. Avellino deve poter dire la sua. Devo imparare e ho poco tempo. Cerco di lasciare una traccia di quello che sono”.

Settore giovanile: “Le scelte sono state amplificate, é una questione spinosa. Non è detto che debbano entrare ragazzi non irpini ma le porte devono essere aperte a a tutti. Ci auguriamo nascano i campioni. Tutto rientrerà in un contesto riformato. Il clima è sereno, il confronto è utile. La comunicazione deve essere sincera e schietta. Voglio partire dai giovani, é un settore nevralgico”. Si ritorna sul tema Salvatore Di Somma: “Le valigie pronte, che lui aveva paventato con l’avvento della nuova società, non sono più attuali. Ci confronteremo col dg Martone, il caso Di Somma non esiste. Io non me la faccio con i bidoni. La sinergia è importante, l’unione fa la forza. Dovrò concordare con i soci. Quando i risultati non erano quelli sperati, si contestava anche Di Somma. Oggi, passatemi la battuta, è il salvatore della Patria. Dobbiamo coniugare le esigenze”.

Cosa vuole dai lupi Luigi Izzo: “La serietà è alla base. C’è un accordo tra gentiluomini. Se il progetto decade, non mi innamoro delle cose. Se non si riesce a crescere alziamo le tende e andiamo via, nel rispetto di società e popolo irpino. Non ci tengo a saldarmi sulla poltrona, il gruppo condividerà qualsiasi scelta. Ci riassesteremo”.

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