VALLO di LAURO. Così abbiamo strappato alla morte Antonio. Il drammatico racconto dei soccorritori del 50enne che stamane ha tentato il suicidio

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Sarebbe bastato solo qualche minuto in più e ora stavamo qui a parlare dell’ennesimo suicidio. Ma andiamo con ordine. Quella di oggi sembrava essere una domenica come le altre nel Vallo, dove nei giorni festivi si è abituati a svegliarsi più tardi del solito e soprattutto a riposarsi dopo una settimana di lavoro. Nessuno poteva immaginare quello che da lì a poco stava accadendo in un capannone agricolo della zona, un uomo in preda allo sconforto aveva deciso di farla finita.  Ci troviamo a Quindici, nel Vallo di Lauro, nella frazione di Bosagro, dove Antonio, un commerciante di frutta secca, 52enne, mette in atto un piano da brividi. Togliersi la vita impiccandosi con una corda  al collo. A raccontarci quei drammatici momenti è uno dei due soccorritori, Alessandro, che insieme ad Aniello hanno salvato la vita al loro compaesano. “Questa mattina a Bosagro – racconta Alessandro- ho visto una donna correre in maniera inconsueta verso i capannoni dell’azienda del marito. Da vecchio poliziotto ho capito subito che qualcosa non andava e così mi sono portato subito all’interno degli stessi ed ai miei occhi si è  presentata una scena di morte: Antonio penzolava con corda al collo legata ad un muletto con la moglie che urlava ed il cugino Aniello che cercava di portargli aiuto. Le grida della moglie hanno richiamato sul posto altre persone del posto. Senza perdermi d’animo e con sangue freddo mi sono portato sul muletto ed insieme al cugino e  alla moglie tenevamo alzato il corpo di Antonio mentre nel frattempo chiedevo agli altri presenti di procurarsi un coltello. Un operazione non semplice tenendo conto della stazza dell’uomo, di oltre un quintale e di corporatura robusta.  Arrivato il coltello, portato da una donna, abbiamo tagliato la corda  è  steso il malcapitato per terra, era in palese arresto cardiocircolatorio. Grazie alla nostra esperienza in interventi di primo soccorso io e Aniello abbiamo iniziato una rianimazione, Aniello praticava un massaggio cardiaco ed io la respirazione artificiale bocca a bocca. Nel frattempo gli altri presenti allertavamo il 118. Dopo qualche minuto ci siamo accorti che Antonio incominciava a dare segno di ripresa, lentamente tornava a battere il suo cuore mentre nel frattempo arrivavano i Carabinieri della Stazione di Lauro. Abbiamo continuato nella rianimazione  fin quando sono tornati i sintomi di vita, mettendo poi Antonio in posizione di sicurezza  visto il non immediato arrivo del 118 giunti dopo circa 20 minuti. All’arrivo degli uomini del 118 abbiamo lasciato a loro il lavoro”.

L’opera di  Sebastiano e Aniello è stata un’azione determinante per salvare Antonio da morte sicura, grazie ai questi due angeli oggi una famiglia non ha perso il loro punto di riferimento. Da quanto si apprende l’uomo ricoverato presso l’ospedale di Nola sarebbe in netto miglioramento che farebbe scongiurare il pericolo di vita.

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