Somma Vesuviana (Na), M5S: mura aragonesi del Casamale nel degrado e a rischio crolli. Il Governo si faccia promotore del restauro di questo straordinario patrimonio.

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MANZO, NAPPI e DEL SESTO. — Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, al Ministro dell’università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
le mura urbane aragonesi, che cingono il borgo Casamale a Somma Vesuviana in provincia di Napoli, oltre a conservare peculiari caratteristiche architettoniche costituiscono uno straordinario « unicum» sul territorio della regione Campania;
documentato già a partire dal 1467, allorquando il sovrano di Napoli Ferrante II d’Aragona ne ordinò il consolidamento e il miglioramento per rispondere a nuovi criteri di funzionalità bellica, il circuito murario si estende per 1.300 metri ed è interamente visibile e quasi completamente integro;
costituito da grossi blocchi di pietra vesuviana non squadrati e da una tenace e abbondante malta in cui venivano annegati i più disparati elementi lapidei, l’ingegnoso e robusto sistema difensivo urbico presenta un’altezza media che si aggira intorno agli otto metri ed è intervallato da grosse torri semi cilindriche, poste alla distanza media di una quarantina di metri l’una dall’altra e diametro di 7-8 metri;
a dispetto della sua notevole importanza culturale, la cinta muraria aragonese di Somma Vesuviana versa in un gravissimo stato di degrado: da anni l’intero tracciato è abbandonato a se stesso, privo di interventi di conservazione e manutenzione programmata;
alcuni tratti delle mura, peraltro, si presentano transennati per fenomeni di crolli e dissesti; inoltre, a seguito degli eventi meteorici eccezionali, registrati in Campania nel 2019, una porzione a vico Torre è rovinosamente collassata fortunatamente senza conseguenze per le persone –:
se il Governo abbia avviato indagini conoscitive allo scopo di accertare l’entità dei danni e le cause dei crolli e se abbia attivato tutte le misure di tutela per una doverosa e improcrastinabile messa in sicurezza del pregevole manufatto storico;
se siano state avviate iniziative, per quanto di competenza, in raccordo con il comune, per l’individuazione delle particelle di proprietà del comune medesimo e il conseguente riconoscimento delle mura come patrimonio pubblico;
se il Governo intenda farsi promotore, attraverso la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’area metropolitana di Napoli, di un accordo di programma con l’Ente proprietario e il Parco nazionale del Vesuvio allo scopo di predisporre interventi di restauro, risanamento conservativo e valorizzazione in collaborazione con i laboratori di archeologia medievale attivati presso le università della Campania.
(4-06193)

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